Apple in crisi vuole "prepensionare" Cook

In bilico l'erede di Jobs. Pesano il calo degli utili e la mancanza di idee

Doveva arrivare a mille dollari di valore per singola azione. Lo cose però non sono andate così. Non solo il titolo si è fermato a 700 dollari di valore ma, da quello che, lo scorso settembre, doveva essere il trampolino di lancio verso quota mille, è sceso del 44% sotto i 400 dollari. Ma non basta. Secondo Forbes infatti in bilico ci sarebbe la stessa poltrona di Tim Cook, l'ad che ha ricevuto il testimone da Steve Jobs. A Cook infatti non è bastato il look del fondatore (maglietta nera e jeans) per ottenere gli stessi risultati.

Da due anni le idee che avevano fatto di Apple la regina dell'innovazione nei mobile device non sono più brillanti come un tempo. L'unica idea nuova partorita dalla gestione Cook, ossia l'iPad mini, non ha avuto il successo sperato. A spingere i rumor ci sono le previsioni sul bilancio che Apple comunicherà questa sera, alla chiusura di Wall Street. Apple, secondo indiscrezioni, potrebbe annunciare il primo calo degli utili annuali in 10 anni. Un calo che, secondo molti analisti, dovrebbe arrivare da vendite non più esplosive come un tempo di iPhone e iPad, messi alle strette dalla competizione agguerrita di Samsung e Google.

Per questo l'utile netto, secondo alcune stime, potrebbe aver registrato nel trimestre gennaio-marzo un calo tra il 18% e il 20%, scendendo a circa 9-9,5 miliardi di dollari. Una cosa a cui il mercato non è abituato. Dal lancio dell'iPod nel 2001, gli utili annuali di Apple si sono moltiplicati esponenzialmente, passando da 65 milioni a 41,7 miliardi di dollari dell'anno scorso. Secondo il New York Times nessuno davvero sa cosa sia successo: una correzione dopo forti rally è cosa normale a Wall Street, ma un crollo del genere non appare del tutto giustificato, specie perché Apple è un'azienda solida e redditizia. E con soldi in cassa, circa 60 miliardi, che riuscirebbero a risollevare anche le sorti di qualche Paese europeo, Italia compresa. Ma alcuni segnali preoccupanti sono già emersi. Cirrus Logic, ad esempio, società che destina ad Apple il 91% delle sue forniture, ha chiuso un trimestre sotto le attese. Lo stesso è accaduto per Hon Hai Precision Industry, il maggior fornitore della Mela che ha registrato la contrazione più pesante dei ricavi in 13 anni. Gli analisti calcolano infatti che nel trimestre le vendite di iPhone si siano arrestate a 34,2 milioni di unità, con un calo di un milione di pezzi venduti.