Blackstone molla Dell Bene l'utile Microsoft

La crisi archivia l'offerta della cordata guidata da Blackstone sul colosso Usa dei computer Dell. Resta invece in campo quella da 24,4 miliardi di dollari avanzata dallo stesso fondatore della società, Michael Dell insieme alla società di private equity Silver Lake Partners. In lizza c'è anche un gruppo capitanato dal finanziere Carl Ichan che vuole rilevare fino al 58% delle azioni della società per 15 dollari ciascuna. In realtà tra il fondatore Dell e Ichan è in corso un braccio di ferro per rilevare l'azienda e cercare di portarla fuori dalla crisi in cui versa. Del resto tra i motivi citati da Blackstone, che ha abbandonato le trattative, figurano il calo globale delle vendite di personal computer e le preoccupazioni sull'utile operativo della società. Secondo indiscrezioni Blackstone avrebbe fatto una due diligence la settimana scorsa, dove sarebbe emersi dubbi sul futuro.
Dell comunque non è l'unico colosso in crisi. Martedì infatti Apple presenterà gli attesi conti trimestrali previsti in calo, tanto che l'azione ha ceduto il 44% dai massimi, sotto i 400 dollari di valore. Buoni invece i conti di Microsoft che ha però annunciato l'uscita del direttore finanziario Peter Klein, l'ultimo di una serie di top-manager a lasciare il gruppo guidato da oltre un decennio dall'ad Steve Ballmer. I ricavi sono comunque saliti del 18% a 20,49 miliardi di dollari. Alla buona performance hanno contribuito anche le vendite di software aziendali (+11,2%), del motore di ricerca Bing (+17,7% ma la divisione è in perdita per 262 milioni) e dei videogiochi (+56%) in cui rientra la console Xbox (+33%). Per contro la flessione del mercato dei pc ha pesato sui ricavi generati da Windows che, sebbene siano saliti del 23% a 5,7 miliardi, hanno deluso gli analisti. Sembra, inoltre, che il nuovo software pensato per gli apparati mobili Windows 8 venga considerato poco attraente. Tanto che Microsoft ha ammesso che i dispositivi Windows 8 impiegheranno più tempo del previsto a prendere piede, riconoscendo la necessità di fare di più per stimolarne le vendite come, ad esempio, implementare aggiornamenti più veloci per il software o abbassare il prezzo applicato ai produttori. Tra le altre società tecnologiche a comunicare i dati del primo trimestre c'è Google che ha chiuso con un utile in aumento del 16% a 3,35 miliardi di dollari, o 9,94 dollari per azione, contro i 2,89 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno scorso.