Il blitz di Del Vecchio al test di Borsa

Il patron di Luxottica riprende il timone «per andare più veloce». Il mercato chiede stabilità

Camilla ContiA vederlo uscire ieri pomeriggio dalla Scala di Milano dove si è goduto la sfilata di Dolce&Gabbana insieme alla moglie Nicoletta, Leonardo del Vecchio non sembra affatto preoccupato. Certo, il colosso dell'occhialeria nel 2015 ha raggiunto il fatturato record di 9 miliardi. Ma stamattina arriverà il verdetto di Piazza Affari all'ennesimo ribaltone al vertice della sua Luxottica, il terzo nel giro di quindici mesi, annunciato a Borse chiuse nella tarda serata di venerdì. Il patron dell'azienda di Agordo ha deciso a sorpresa di accompagnare alla porta uno dei due amministratori delegati, Adil Mehboob-Khan (l'altro ad, Massimo Vian, che si occupa del prodotto rimarrà al suo posto) chiamato solo un anno fa a seguire i mercati, e di riprendere a ottant'anni compiuti il timone operativo del gruppo veneto come presidente esecutivo. Le ragioni del suo ripensamento sulla gestione ai manager le ha spiegate in un'intervista al Corriere della Sera: «L'azienda ha bisogno di essere più veloce e più semplice nel prendere le decisioni» per conquistare l'obiettivo del raddoppio dei ricavi in dieci anni. Ma più che a Khan (che se ne va con un incentivo all'esodo di 6,8 milioni più la liquidazione) la stoccata è arrivata per l'altro ex ad Andrea Guerra uscito dopo dieci anni dal gruppo nell'autunno del 2014 per andare a fare il consulente del premier Matteo Renzi: «Avevo scelto un manager giovane, il dottor Guerra, pensando di non occuparmi più direttamente di Luxottica. Fino a quando l'amministratore delegato, che era il capo azienda, non ha iniziato a interessarsi ad altro».Insomma, i manager tendono a distrarsi, ci vuole un «rinnovato spirito imprenditoriale» sennò l'azienda «resta indietro». La troika al comando non ha funzionato. Meglio, quindi riprendere il timone almeno fino al 2017 in attesa della successione che non avverrà in famiglia (i sei figli hanno quote paritetiche nella cassaforte Delfin e possono comunque contare se non sulle poltrone, sui dividendi) nè chiamando manager esterni ma guardando fra le «seconde linee eccellenti» di Luxottica. Intanto, nel solo quarto trimestre dell'anno i ricavi si sono attestati a 2,05 miliardi di euro con un +8,9% sullo stesso periodo dell'anno precedente. E nell'ultimo anno e mezzo il titolo è salito da 40 fino a un massimo di 66 euro (venerdì ha chiuso a 57,55 euro con un +4,26%. Ma sulla reazione che oggi avrà la Borsa potrebbero pesare i dubbi sulla stabilità del governo societario e i conseguenti riflessi sul fronte della strategia. Con un occhio ai precedenti: nell'ottobre del 2014, a soli due mesi dall'addio di Guerra, aveva lasciato Agordo anche il suo sostituto nonché ex direttore finanziario (promosso, appunto, amministratore delegato) Enrico Cavatorta. L'effetto a Piazza Affari era stato un devastante -9,23% innescato da una serie di downgrade arrivati dalle banche d'affari. «Si tratta di un record poco attraente di due manager altamente rispettati che hanno lasciato in quaranta giorni», avevano commentato in quei giorni gli esperti di Citigroup. Oggi si attende il nuovo verdetto.