Bnl, nuove offerte per le attività argentine

da Milano

Si riapre la partita per la vendita al Banco Hipotecario della filiale argentina del gruppo Bnl. Da Buenos Aires arriva la notizia, raccolta dal Sole 24 Ore, che il governo argentino (primo socio dell’Hipotecario) non intende concedere il suo via libera all’operazione. Dall’istituto di via Veneto non si fa attendere la replica: in realtà siamo noi a considerare non più attuali i termini dell’accordo raggiunto in febbraio: si sono «create ulteriori opportunità, attualmente all’esame degli advisor, la cui definizione non potrà che essere migliorativa per Bnl».
L’intesa per la cessione di Bnl Argentina, una delle presenze più tradizionali dell’economia italiana in America Latina, poco più di 100 sportelli e 1.900 dipendenti, prevedeva che alla banca italiana andassero 207 milioni di dollari e una quota del 3,7% nel banco Hipotecario, uno dei maggiori istituti di credito del Paese. Per la banca guidata dal presidente Luigi Abete i 207 milioni in contanti si traducevano in altrettanti milioni di plusvalenza visto che dopo le recenti crisi dell’economia di Buenos Aires il valore della banca era stato svalutato praticamente fino a zero.
Subito dopo l’accordo si è capito però che la formalizzazione si sarebbe fatta attendere. A bloccare i passi dell’Hipotecario è il braccio di ferro tra il ministero delle Finanze, che detiene la partecipazione del 42,9% e il primo socio privato dell’istituto (il gruppo Irsa). Per bloccare gli avversari il governo argentino sta pensando addirittura di rivedere la legge sulle privatizzazioni che nel 1997 portò all’ingresso di Irsa. In questo quadro l’ingresso di nuovi azionisti privati non è ovviamente visto di buon occhio dal segretario alle Finanze Guillermo Nielsen. Nell’attesa di un via libera da parte governativa, secondo quanto sembra di capire, altre banche si sarebbero fatte avanti con nuove proposte. Si tratterebbe di istituti locali e non si escluderebbe un interesse del gruppo di Francesco Macrì, l’imprenditore italo-argentino che controlla l’1,9% di Bnl. La banca italiana potrebbe approfittare del miglioramento della situazione economica argentina per spuntare condizioni più favorevoli. Tutta la vicenda ha comunque avuto un impatto borsistico limitato: dopo un lieve calo in mattinata il titolo ha ripreso quota, a seguito della diffusione del comunicato di Bnl in cui si parlava delle nuove opportunità, per chiudere con un rialzo dello 0,11 per cento.