Bolloré va all'esame dei soci sul groviglio. Vivendi in Italia

Il gruppo ha speso oltre 5,5 miliardi per scalare Telecom e Mediaset. Ma ora c'è il muro Agcom e la causa legale

Chissà come saranno contenti gli azionisti di Vivendi, che oggi si ritroveranno per l'assemblea al teatro Olympia di Parigi, di aver speso 3,8 miliardi per il 24% circa di Telecom e 1,8 miliardi per il 30% di Mediaset senza aver chiara la strategia per queste due importanti acquisizioni. Non solo. Sul capo della società francese e dei suoi soci pende anche la causa da 1,8 miliardi, promossa di Mediaset e dalla sua controllante Fininvest, per il mancato acquisto della pay tv Premium, nonostante vi fosse un contratto vincolante firmato.

Quisquilie (forse) per un finanziere come Vincent Bolloré, che presiede e controlla Vivendi con il 20,65% del capitale, pari al 29,84% dei diritti di voto. Ma certo non per un gruppo consacrato alla tv a pagamento (con Canal Plus) che ha archiviato il 2016 con un utile netto di 1,25 miliardi di euro, in calo del 35% rispetto all'anno precedente. Bolloré dovrà soprattutto spiegare agli azionisti - i principali, oltre allo stesso gruppo Bolloré, sono Societè Generale (con il 4,82%) e Blackrock (con il 4,26%) - il motivo della brusca virata nei confronti di Mediaset. Con cui il raider bretone voleva creare un polo per i contenuti a livello europeo, capace di contenere l'avanzata dei big americani come Netflix.

Non c'è dubbio che all'assembla di oggi qualche risposta (certa e non ipotetica come fatto fino ad ora) dovrà essere data. Anche alla luce delle imposizioni dell'Agcom, che ha prescritto al gruppo francese di scendere entro un anno sotto al 10% o in Mediaset o in Telecom. Vivendi secondo quanto affermato, pare intenzionata a restare azionista di lungo periodo in Telecom, vendendo quindi Mediaset.

In realtà i francesi potrebbero tenere anche la quota del Biscione al 30%, avendo però i diritti di voto congelati al 10%. Ma è ovvio che, in questo caso, qualcuno potrebbe chiedersi perché Vivendi tenga una cifra così elevata impegnata in una azienda, nella cui governance non conta nulla. L'altra opzione, che potrebbe tornare in auge visto la probabile elezione di Emanuel Macron a presidente della Repubblica Francese, è l'acquisto della quota di Telecom da parte di Orange. Macron infatti quando era ministro dell'Economia del governo Hollande aveva impedito l'acquisto della preda preferita di Orange, Bouygues Telecom. Oggi comunque i soci di Vivendi saranno chiamati ad approvare, oltre al bilancio, il rinnovo del mandato alla presidenza di Vincent Bolloré, e la ratifica della cooptazione di suo figlio Yannick nel supervisory board. Nella sessione straordinaria, invece, gli azionisti dovranno deliberare, tra le altre cose, sulla proposta di conferire al management la delega per un aumento di capitale fino a un massimo di 750 milioni. Votazioni che Bolloré dovrebbe passare a pieni voti. Ieri in Borsa di Parigi, resa euforica dalla vittoria del candidato europeista, il titolo Vivendi è salito del 6%. Bene anche, dopo una settimana difficile Telecom +3,6% e Mediaset +5,2%.

Commenti

marygio

Mar, 25/04/2017 - 13:35

telecom VALE 30-40mld. e mi sono tenuto pure basso. questa è la borsa degli stupidi..ma a me non le raccontano. quando vivendi mollerà gli ormeggi telecom volerà. e per favore piantiamola con orange. telecom è meglio di orange e chi finge di non capire o è un incapace o un delinquente che ci marcia