Bonomi, addio al board del Corriere

Andrea Bonomi si è dimesso da consigliere indipendente del cda Rcs. La motivazione ufficiale dell'addio del numero uno di Investindustrial e presidente del cdg di Bipiemme è legata alla battaglia che Bonomi dovrà ingaggiare a Piazza Meda per finire la trasformazione in spa. E, volendo concentrare le proprie energie su quel progetto Bonomi ha preferito lasciare il board di Rcs. Nel novero delle motivazioni ufficiose che sottendono alla rinuncia vi sono poi due considerazioni legate alla ristrutturazione dell'editrice. Bpm è creditrice di Rcs ed è parte, tramite Banca Akros ,del consorzio di garanzia dell'aumento da 400 milioni che partirà a giugno. Un'eventuale sottoscrizione dell'inoptato da parte del consorzio avrebbe creato un conflitto di interessi per Bonomi (circa un mese fa portò il presidente di Unicredit Giuseppe Vita lasciò in quanto numero uno di Axel Springer). Secondo alcuni rumor, Bonomi avrebbe scelto di tenersi le mani libere in vista della «fase 2». L'aumento di Rcs e le linee di credito da 575 milioni - che saranno garantite da un'ipoteca di primo grado sull'immobile di proprietà della società in via Solferino, si legge nel documento informativo Rcs - sono propedeutiche all'ingresso di un socio forte e di un riassetto dell'azionariato. Bonomi potrebbe entrare nel capitale investendo nell'azienda tramite il proprio fondo. E, quindi, avrebbe scelto di lasciare il board dopo il riassetto finanziario. Al finanziere sarebbe stato richiesto un impegno rilevante. Più che un addio, un arrivederci. E senza strascichi polemici.