Bonomi: «E ora investo su turismo ed export»

Andrea Bonomi, il «cavaliere bianco» del private equity, grande appassionato di motori («amo qualsiasi cosa abbia a che fare con la meccanica») ha fatto capolino anche quest'anno al Motor Show di Ginevra, stazionando con discrezione nella lounge dello stand di Aston Martin, la prestigiosa casa automobilistica inglese di cui è diventato azionista di controllo. «Trascorsi 18 mesi dall'avvio dell'operazione - spiega durante una breve chiacchierata con il Giornale - posso dire che siamo nei target previsti. Sono molto contento di come stiamo sviluppando il marchio».
Sullo stand ci sono le novità che la casa automobilistica ha portato a Ginevra: la V8 Vantage N430 Coupé e Roadster (motore da 436 cavalli) e due edizioni speciali della leggendaria Db9; Carbon Black e Carbon White (517 cavalli di potenza). Accanto, lo spazio occupato dalla rivale Jaguar e, sulla destra, lo stand di Maserati sulla cui anteprima, il coupé Alfieri, scivola il discorso: «In effetti - risponde Bonomi - quella Maserati somiglia un po' a una Aston Martin. Poco male. Anche loro hanno cento anni, però sono nati dopo di noi...».
Bonomi, dimessosi a fine 2013 da presidente del consiglio di gestione della Banca popolare di Milano, è seduto su una montagna di liquidità (circa 1,3 miliardi) per la quale il suo fondo, Investindustrial, che nell'ambito motoristico è stato anche proprietario di Ducati poi ceduta al gruppo Audi, è ora chiamato a trovare le migliori destinazioni. «Guardo sempre al lungo termine: sette-dieci anni», precisa.
Nella chiacchierata con il Giornale, Bonomi non parla di banche, ma assicura che «nelle prossime settimane ci saranno importanti novità» su altri fronti. Turismo e made in Italy sono i comparti sui quali Investindustrial ha deciso ora di puntare. «Il turismo - afferma l'imprenditore nato a New York ma che vive tra Milano, Lugano e Londra - ci interessa moltissimo, in particolare tutto quello che ha a che fare con gli alberghi. E poi guardiamo all'esportazione del made in Italy, cioè di tutto quello che aiuta il made in Italy a diventare marchi globali».
Aston Martin, intanto, che nelle celebrazioni per il suo centenario ha presentato, in onore del design italiano, tre pezzi unici firmati da Bertone, continua a dialogare con Amg-Mercedes («con i tedeschi i rapporti sono ottimi») che, tra l'altro, sono pronti a entrare con il 5% nel capitale del costruttore britannico.
L'ingresso di Stoccarda nella proprietà di Aston Martin (il 37,5% delle quote il 50% dei diritti di volto sono in mano a Bonomi) sarà graduale e andrà di pari passo con il progredire della cooperazione tecnica e a livello di forniture. Resta aperto il capitolo della nuova guida operativa di Aston Martin dopo che Ulrich Bez è diventato presidente onorario. E qui Bonomi non si sbilancia, nemmeno per dire se il futuro ceo sarà italiano o straniero. L'impressione, però, è che si è alla stretta finale.