Bonomi rilancia su Rcs e offre 0,8 euro

La Brexit non ferma la cordata che sfida in extremis Cairo sul prezzo dell'Opa

Il rilancio del prezzo dell'Opa sul 100% di Rcs è stato il tema su cui sono rimasti riuniti tutto il giorno i «pattisti» Bonomi (Investindustrial), Mediobanca Della Valle, Unipol, Pirelli. Il ritocco al rialzo del prezzo attuale, pari a 0,70 euro per ogni azione del gruppo che controlla il Corriere della Sera, è arrivato solo in tarda serata: 0,80 euro per azione. I soci che lanciano l'opa hanno deciso inoltre di rinunciare alla condizione sul rimborso dei finanziamenti, prevista nell'offerta originaria

Un rilancio di dieci centesimi. Non molto di più, anche perché la Brexit ha ieri condizionato anche questa partita. Non a caso la situazione dei mercati nei prossimi giorni, in conseguenza della Brexit, è una condizione di ritiro delle offerte. Ma i titoli coinvolti dalle operazione ieri hanno tenuto bene: Rcs ha ceduto solo il 2,9% a 0,76 a fronte a una Borsa che ha perso il 12,5%. Mentre l'altro titolo coinvolto nella contesa, quello di Cairo Communication, ha ceduto il 3,6% a 4,25 euro.

Come noto Cairo ha appena rilanciato la sua offerta, che non è in contanti come quella di Bonomi, ma di scambio: 0,16 azioni di Cairo Com (contro i precedenti 0,12) per ogni titolo Rcs. Che, ai prezzi di ieri, valorizzava i titoli Rcs 0,68 euro. E in proposito il Cda di Rcs ha ieri valutato «non congruo» il corrispettivo del rilancio dell'Ops di Cairo.

Il consiglio, nella sua «fairness opinion», sottolinea la mancanza di proiezioni economico-finanziarie relative al 2016 in prossimità della chiusura del primo semestre che rende di difficile apprezzamento le proiezioni economico-finanziarie contenute nel piano Cairo per 2017 e 2018, peraltro superiori rispetto al consensus degli analisti.

Inoltre il Cda guidato dall'ad Laura Cioli rileva che i dati contenuti nel business plan di Cairo Communication 2017-2018 non consentono un'applicazione del «modello Dcf»: un'integrazione dei precedenti metodi di valutazione e il complesso delle metodologie utilizzate ha portato a un intervallo di congruità compreso tra 0,19 e 0,23 che, ad avviso dell'esperto Roberto Tasca «comporta una definizione di non congruità anche per il rilancio del corrispettivo offerto da Cairo».

Dal punto di vista industriale il rilancio di Cairo per i consiglieri della Rizzoli non contiene elementi di novità rispetto a quanto già riportato, quindi continuano a non rilevarsi novità significative rispetto al piano industriale attuale di Laura Cioli per Rcs. In merito alla prospettata fusione fra i due gruppi editoriali, viene sottolineato che le indicazioni sono troppo vaghe a causa di un orizzonte temporale «molto ampio, la mancata prospettazione di un range di concambio indicativo e l'incertezza rispetto all'avvio della fusione e ai suoi termini e condizioni».

Per quanto riguarda il valore la fairness opinion di Rcs sostiene che il rapporto di scambio implicito di 0,20 azioni Cairo per ogni azione Rcs è superiore a quello previsto nel corrispettivo dell'offerta incrementata, pari a 0,16 azioni e dunque «non è condivisibile».

RE

Commenti

marygio

Lun, 27/06/2016 - 10:08

siamo alla follia. si contendono il nulla con rilanci farlocchi mentre le banche si schiantano. nemmeno ridicoli fanno letteralmente vomitare