La Borsa boccia i conti Volkswagen (-2,6%)

L'utile netto scende del 20%, giù anche ricavi e vendite Il ceo Müller: «È un anno di transizione, resto ottimista»

Pierluigi Bonora

«Per Volkswagen sarà un anno di transizione che servirà a riallineare il gruppo dopo lo scandalo dieselgate. Tuttavia, siamo fiduciosi che la nostra attività operativa saprà di nuovo registrare una solida crescita quest'anno». Il ceo Matthias Müller - nonostante un primo trimestre con l'utile netto in calo del 20% (a 2,30 miliardi), ricavi, vendite e produzione in flessione del 3,4, 1,2 e 6% - mantiene l'ottimismo sul fatto che, a un certo punto, le conseguenze della bufera passeranno. Il mercato, però, guarda ai dati di fatto e la trimestrale, resa nota ieri, è stata accolta negativamente: a Francoforte: Volkswagen ha indossato la maglia nera, chiudendo la seduta di Borsa sotto del 2,6%. Müller, intanto, guarda già al prossimo 22 giugno, quando ad Hannover si riunirà l'assemblea degli azionisti. La data segnerà una pietra miliare per il gruppo in quanto, nell'occasione, si capirà quale direzione sarà seguita in futuro. Si conosceranno, in pratica, le linee del nuovo piano al 2025 che ha l'obiettivo, soprattutto, di far dimenticare gli effetti negativi del dieselgate (più auto elettriche e ibride plug-in, ulteriore taglio delle emissioni). Maggiore redditività a livello di gruppo, riduzione del numero dei modelli da produrre e ancora più indipendenza dei marchi, gli altri punti che saranno approfonditi. Una riflessione verrà fatta anche sul lavoro svolto dall'attuale management.

«La robusta solidità finanziaria del gruppo e la capacità di generare utili sono fondamentali per la nostra capacità di prendere le decisioni necessarie con calma e diligenza, e di attuare le politiche strategiche che daranno forma al nostro futuro con la determinazione necessaria», il commento in proposto del ceo Müller. Tra i vari marchi, nel primo trimestre, la peggiore performance è risultata quella del brand Volkswagen, che segna un crollo dell'utile operativo a 73 milioni da 514 milioni dell'anno scorso. L'utile operativo di Audi si attesta, invece, a 1,3 miliardi, quasi simile a quello del trimestre 2015 a 1,4 miliardi, mentre quello di Porsche sale a 895 da 765 milioni. «Abbiamo limitato la ricaduta del dieselgate e ottenuto un risultato rispettabile in condizioni molto difficili», ha spiegato il ceo. Wolfsburg ha comunque ritrovato l'utile dopo aver chiuso in rosso (1,58 miliardi) il 2015, prima perdita negli ultimi 15 anni con l'accantonamento di 16,2 miliardi per far fronte agli oneri del dieselgate. Tra gennaio e aprile, il gruppo tedesco è primo nella classifica mondiale dei produttori (3,361 milioni di veicoli), in leggero vantaggio su Toyota (3,271 milioni).

Müller ha infine confermato le stime per fine anno, che prevedono una discesa del 5% delle vendite.