La Borsa fa il pieno di piumini Moncler Ordini a 21 miliardi

Si è chiuso con il botto il collocamento di Moncler che si appresta a debuttare sul listino milanese, il prossimo 16 dicembre, con una capitalizzazione di 2,55 miliardi, un flottante pari al 26% (al 30,73% del capitale compresa la greenshoe che, visto il successo dell'Offerta pubblica di vendita, nessuno dubita che verrà esercitata). I soli investitori retail, a cui è destinato un modesto 10% dell'offerta, avrebbero da soli potuto sottoscrivere l'intero book. Un record a Piazza Affari.
L'Offerta pubblica di vendita (Opv) della griffe francese guidata da Remo Ruffini è stata avviata il 27 novembre per gli istituzionali e per il Giappone, e il giorno successivo per tutti gli altri e si è chiusa ieri con numeri da capogiro. Tant'è che il prezzo dell'offerta è stato fissato a 10,2 euro, ai massimi della forchetta inizialmente prevista per l'operazione (ovvero 8,75-10,2 euro). Eppure, per Kepler Cheuvreux, il titolo potrebbe salire ancora, fino a 12 euro.
A 10,2 euro la griffe che ha già superato i sessant'anni ma non li dimostra, è valorizzata 17,3 volte l'ebitda 2012 e 30,9 volte gli utili rispetto ad una media dei competitor riportata dal prospetto societario pari a 20,3 volte l'ebitda e 37,3 volte gli utili.
La domanda istituzionale, al prezzo massimo, ha superato di oltre 31 volte le azioni offerte agli istituzionali (63,4 milioni di titoli circa) per un controvalore complessivo di oltre 20 miliardi. La domanda degli istituzionali, fa sapere una nota societaria, perviene da diverse aeree geografiche compresi gli Usa, l'Europa e l'Asia. Secondo indiscrezioni di mercato non confermate, in fila per conquistare una partecipazione nel re dei piumini, si sarebbero messi perfino nomi blasonati come Bernard Arnault (numero uno di Lvmh che tramite Delphine ha il 3,44% del capitale di Tod's), Juan Ortega (Inditex), Ferragamo e il fondo del Qatar Mayhoola fon Investments, già azionista di Valentino.
Quel che sembra certo è che a partecipare all'Opv di Moncler sul fronte istituzionale sono stati prevalentemente investitori long, ovvero non speculativi, a cui saranno assegnati, proporzionalmente alle richieste, i titoli. Non sono ancora disponibili invece i dati ufficiali relativi all'offerta retail (10% dell'offerta complessiva con un lotto minimo di 500 azioni) che saranno comunicati questa mattina. Ma, secondo fonti vicine all'operazione, l'offerta in questo caso è stata sottoscritta 14 volte, per un valore complessivo pari ad un miliardo circa. Il che significa che, da sola, la domanda retail avrebbe potuto coprire l'intero collocamento, destinato invece, per il 90% agli investitori istituzionali: a questo punto i titoli ai piccoli risparmiatori saranno assegnati con il sorteggio. A vendere sono: Eurazeo (entrato nel 2008), che scenderà dal 45% al 25,77%, Carlyle, dal 17,7% all'8,7%, e Brands Partners (dal 4,9% all'1,26%). Remo Ruffini, entrato nel 2003 con l'omonima finanziaria (in cui da agosto ha fatto il suo ingresso anche Clubsette, cordata di investitori partecipata da Tip), rimarrà invece saldo nella sua partecipazioni intorno al 32% del capitale.
L'operazione, infine, annovera come joint global coordinator Goldman Sachs, Bofa Merrill Lynch e Mediobanca; come joint bookrunner Banca Imi, Jp Morgan, Nomura e Ubs, mentre nel ruolo di joint lead manager vi sono Bnp Paribas, Equita Sim e Hsbc.