Petrolio zavorra sulle Borse europee. E la piazza di Milano chiude a -3,1%

Stime della domanda di greggio riviste al ribasso. Comparti minerario ed energetico male per le europee

Per quanto nel pomeriggio sia arrivata un’indicazione forte di fiducia da parte dei consumatori statunitensi, i segnali di preoccupazione per l’andamento dell’economia globale sono stati molti dando occasione di nuove vendite agli operatori: l’Agenzia internazionale dell’Energia ha rivisto al ribasso le stime della domanda globale 2015 di greggio facendo precipitare i prezzi del barile, mentre Cina (produzione industriale) e Usa (calo dei prezzi alla produzione) hanno fornito dati che hanno alimentato più di una preoccupazione negli investitori.

Sull’azionario europeo minerari e energetici sono stati i comparti più penalizzati, ma le vendite che hanno comunque colpito trasversalmente i vari settori hanno determinato pesanti performance anche tra le aziende di tlc e quelle di servizi finanziari.

A Milano, detto dei petroliferi, le banche hanno sofferto, visto anche lo spread Btp/bund è tornato sopra quota 140 punti base, e a pagare il conto più salato sono state Bper (-5,1%) e Bpm (-4,8%). Superiore al 4% la flessione di Unipolsai, Mediolanum e Banco Popolare. Quasi completamente in rosso il paniere Ftse Mib: solo Moncler ha chiuso piatta.

Mediaset ha limitato i danni a un -0,97% mentre cresce il numero di broker che iniziano a ipotizzare un’acquisto di Premium da parte di Sky. Rosso limitato per Gtech (-1,2%) e Fca (-1,3%). Il via libera del supervisory board della Bce ai piani di rafforzamento di capitale di Mps e Carige non risparmi gli istituti da cali rispettivamente del 2,3% e del 2,1%.