Le Borse Ue respirano: Milano è maglia rosa, giù lo spread Btp-Bund

I mercati europei in rialzo. Molto bene Piazza Affari che guadagna quasi il 3%. In calo lo spread Btp-Bund dopo l'asta di questa mattina

Qualcosa sembra muoversi. I mercati del Vecchio Continente invertono la rotta in quella che si preannuncia essere la settimana cruciale per il futuro dell'euro. A Milano Piazza Affari mantiene lo slancio rialzista, accelerando al più 2,8% dell’indice Ftse-Mib, dopo che l’Italia è riuscita ad effettuare efficacemente una nuova asta di titoli di stato, Btp a cinque e dieci anni sui cui ha registrato una rassicurante moderazione dei rendimenti. Nel frattempo si attenuano retributivi e spread dei Btp decennali già in circolazione, che erano leggermente risaliti prima dell’asta.

L’impegno dei governi europei a salvaguardare la moneta unica, le attestazioni di fiducia e di indipendenza ai vertici della Bce e le voci che danno la Banca centrale europea prossima all’acquisto di bond governativi, hanno convinto gli investitori. Dopo i guadagni messi a segno giovedì e venerdì sulla scia delle parole del numero uno della Bce Mario Draghi, i mercati hanno aperto la settimana all’insegna dell’ottimismo. Ieri il premier Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel avevano pubblicato una dichiarazione comune per affermare che faranno tutto il necessario per proteggere la zona euro e questa mattina i mercati li hanno premiati. L’indice Ftse Mib di Milano, archivia la seduta con un marcato progresso: +2,80% a quota 13.978,04 punti, l’Ibex di Madrid mette a segno un +2,78% a quota 6.801,8 punti. L’indice Ftse 100 di Londra sale dell’1,18% a 5.693,63 punti, a Parigi il Cac 40 avanza dell’1,24% a 3.320,71 punti e il Dax 30 di Francoforte cresce dell’1,27% a 6.774,06 punti. Atene chiude in rialzo del 3,25% a 217,120 punti.

"Il governo tedesco ha piena fiducia nell’indipendenza della Bce. La Banca centrale sta facendo il suo dovere", ha detto Georg Streiter, vice portavoce di Angela Merkel, alimentando così le aspettative secondo cui la Bce sarebbe pronta ad acquistare titoli di Stato. Steiter ha aggiunto, rispondendo a una domanda dei cronisti, che non c’è spazio per lanciare azioni legali contro la Banca centrale per l’acquisto di bond, così come aveva suggerito nei giorni scorsi un parlamentare tedesco. Il differenziale tra titoli di stato decennali italiani e tedeschi è a quota 461 punti dopo avere toccato un minimo di 446. Le cattive notizie arrivano dalla diffusione di alcuni dati macroeconomici. Cala la fiducia di imprese e consumatori europei. Anche per il mese di luglio l’indice registra una flessione di 1,4 punti nell’Ue a 27 paesi (a 89 punti) e di 2 nell’Eurozona (a 87,9). Particolarmente accentuati i cali di fiducia in Germania (-3,7) e Francia (-2,3), mentre in Italia l’indice Esi ha invece recuperato rispetto a giugno, salendo a 81 da 79,7. Si aggrava la recessione dell’economia spagnola, che nel secondo trimestre ha segnato un calo tendenziale dell’1%, in linea con le attese. I dati preliminari presentano quindi una flessione più profonda di quella dello 0,4% certificata nel precedente trimestre. Su base congiunturale si registra un decremento dello 0,4%, contro il -0,3% del primo trimestre.

Commenti
Ritratto di perSilvio46

perSilvio46

Lun, 30/07/2012 - 17:05

Il PIL continua a crollare, ogni mese è peggiore del precedente, ed è questo quello che conta, finanza e borsa sono carta che gira, non realtà (lo ha capito perfino Monti: "l'economia reale è quella che conta davvero"). S&P ha ulteriormente accentuato le previsioni di perdita. Lo SPREAD resta altissimo (interesse oltre il 6 %). Rinviare l'inevitabile è criminale, una dichiarazione di default accompagnata dall'uscita dall'Euro forse è ancora gestibile, ma se si aspetta ...... L'economista e giornalista Alfonso Tuor (Svizzero, e quindi osservatore imparziale e disinteressato)non ritiene più possibile un default controllato, ma io sono un inguaribile ottimista, ma bisogna fare presto, domani la pagheremo più cara di oggi !!

peroperi

Lun, 30/07/2012 - 17:34

Ricordiamoci che nessuno dà niente in cambio di niente. Prima o poi bisogna pagare e pure molto.