Bpm, mossa di Castagna: «Se mi volete, fate presto»

Giuseppe Castagna fa un passo avanti per chiedere chiarezza. Il top banker, ora a capo della filiale italiana di Muzinich & Co. nonché consulente di Mediobanca per lo sviluppo di un'offerta integrata tra leasing, factoring e private banking, avrebbe fatto sapere ai vertici della Banca Popolare di Milano di essere disponibile a ricoprire la carica di amministratore delegato. Tuttavia, secondo quanto si apprende, avrebbe espresso l'auspicio che la nomina arrivi in pochi giorni in modo da non nuocere al proprio datore di lavoro.
Non si tratta certo di un ultimatum al presidente del cds di Piazza Meda, Piero Giarda. Non è nello standing dell'ex direttore generale di Intesa. È piuttosto una sollecitazione a stringere i tempi e a riannodare i rapporti giacché dal 21 dicembre non ci sono stati più contatti tra il manager e l'ex ministro del governo Monti.
Giarda, tuttavia, sembrerebbe intenzionato a prendere ancora del tempo per ponderare bene le proprie scelte (per la presidenza del cdg è in pole Mario Anolli della Cattolica). Non a caso la convocazione del cds, che dovrebbe svolgersi martedì 14, non è ancora giunta ai consiglieri, segno dell'orientamento riflessivo e quindi della volontà di posticipare. I recenti colloqui con il presidente uscente del cdg, nonché principale azionista della Popolare, Andrea Bonomi, hanno suggerito un ulteriore ripensamento. Il numero uno di Investindustrial non ha opposto alcun veto (sebbene il nuovo statuto preveda il parere determinante dei fondi sulle nomine), ma ha richiesto che il nuovo consiglio evidenzi la stessa caratura di quello uscente. D'altronde, Bonomi aveva portato in cdg uomini esperti del settore bancario come Piero Montani (poi andato a Carige), Davide Croff, Alessandro Foti e Dante Razzano. Ecco, il tema centrale posto da Bonomi è stato questo: scegliere bene per affrontare due sfide importanti come l'aumento di capitale da 500 milioni e, soprattutto, l'asset quality review e gli stress test della Bce.
Nessun niet nei confronti del ritorno di Fabrizio Viola, pertanto. La rentrée, piuttosto, è stata stoppata da Bankitalia che non vuole una vacatio al Monte dei Paschi. Analogamente, il nome di Castagna non rappresenta un problema. Di qui la scelta di Giarda di temporeggiare e la richiesta dell'ex di Intesa di fare presto. Solo una volta presentata la lista dei nomi, i fondi e la minoranza dei soci non dipendenti raccolta attorno a Piero Lonardi farà le proprie valutazioni. L'incertezza ha nuociuto in Borsa: Bpm ha perso il 2,28 per cento.