Brembo più forte in Cina Pronti altri investimenti

Salgono ricavi e margini. Operativa la nuova società a Pechino Bombassei: «Ampliato l'impianto nel Michigan». Il caso Brasile

Pierluigi BonoraA un 2015 che si è chiuso con una crescita dei margini superiore a quella dei ricavi, per Brembo si fa ora strada un 2016 di grandi attese per un ulteriore sviluppo nei mercati asiatici e nuovi investimenti. A ottobre, in proposito, sarà inaugurato il nuovo stabilimento in Messico. Soddisfatti, dunque, il presidente Alberto Bombassei, grande elettore di Confindustria nonché sostenitore della candidatura di Alberto Vacchi per il nuovo vertice, e il vicepresidente esecutivo Matteo Tiraboschi. «Il nostro gruppo - le parole di Bombassei - ha ottenuto importanti risultati grazie alla capacità dell'azienda di operare sui mercati di tutto il mondo, imponendosi come player globale». «E ora - ha aggiunto Tiraboschi - affrontiamo il 2016 consapevoli di aver imboccato la direzione giusta. I primi due mesi sono stati positivi e gli ordini buoni».Brembo ha chiuso il 2015 con un fatturato in crescita del 15% a 2.073,2 milioni, un utile netto in aumento del 42,5% a 184 milioni, mentre i margini hanno registrato un +28,6% a 359,9 milioni (ebitda) e un +40,8% a 251,3 milioni (ebit). Il cda ha quindi deciso di proporre un dividendo ordinario di 0,80 euro per azione. Rispetto al 2015, inoltre, è migliorato di 109,7 milioni, ponendosi a 160,7 milioni, l'indebitamento finanziario netto.E sempre lo scorso anno, come ricorda il vicepresidente Tiraboschi, «è in crescita di circa 250 unità anche l'occupazione». «Lo scenario - aggiunge - continua a essere positivo anche negli Stati Uniti, seppur il mercato delle auto sia visto in frenata, e in Cina, area che vale sempre oltre 24 milioni di veicoli». Per il Brasile il discorso è diverso: la crisi ha colpito pesantemente il Paese, e Brembo ha dovuto alleggerire una delle due fabbriche. «La situazione non muterà almeno per i prossimi due anni - osserva Tiraboschi - ma dobbiamo tenere botta e farci trovare pronti alla ripartenza di quel Paese, che ci sarà». Il gruppo bergamasco produttore di sistemi frenanti, nel 2015 ha effettuato investimenti netti per 154,1 milioni. La crescita, spiega Bombassei, è «sostenuta dall'ampliamento del portafoglio prodotti e dall'espansione della nostra base industriale attraverso l'attivazione di un solido piano di investimenti. Mi fa piacere ricordare che in Michigan tra pochi giorni avrà luogo la prima colata della nuova fonderia di Homer, mentre a breve, nell'area di Pechino, avranno inizio le attività relative all'acquisizione annunciata alla fine dello scorso anno». L'operazione, che ha visto Brembo rilevare l'azienda cinese Asimco per 86 milioni, proietta il gruppo bergamasco al secondo posto nella classifica dei produttori di freni in Cina. La Borsa ringrazia: +11,43%.