Il brutto errore dei risparmiatori in Borsa

Milano ha messo in vetrina i temi della consulenza finanziaria al Salone del Risparmio. Una kermesse di tre giorni organizzata da Assogestioni, aperta agli operatori del settore e al pubblico. Quest'ultimo però è stato il vero assente ingiustificato della manifestazione. Pochissimi, infatti, i risparmiatori presenti. E questo dimostra come, coloro che dovrebbero cogliere ogni opportunità per innalzare la propria competenza finanziaria, continuino a mantenersi colpevolmente lontani da questo mondo. Nelle sale dedicate alle conferenze, le presenze sono state quasi solo tecniche, con il mondo della finanza parlava a se stesso.

Sarà un caso? Ma mentre si decantava la consulenza, una ricerca su alcuni risparmiatori americani ha evidenziato come il rendimento dei loro investimenti, nel lungo periodo, sia stato inferiore del 50% alle performance del mercato stesso. Insomma, se avessero investito senza mai toccare i loro prodotti finanziari avrebbero raddoppiato il capitale, rispetto a quanto fatto.

Su questo dovrebbe interrogarsi il mondo della consulenza. Quali caratteristiche deve avere un professionista del settore? Sicuramente dovrebbe essere in grado di guidare il cliente attraverso le crisi e le riprese dei mercati. Tecnico sì, ma non solo. Forse il vero professionista del risparmio è quello capace di gestire l'emozione del cliente, che ne comprende e orienta paura e euforia. Viceversa sarà il mercato con la sua volatilità e non lui a gestire il risparmiatore. È nel momento in cui tutto è già cresciuto che si è spinti ad investire. È quando il crollo è già archiviato che si prova a correre ai ripari. Questo non lo fa il consulente, ma il mercato ed allora, forse, è il momento di cambiare le cose. Di questo si parlerà domenica sera, alle 22.00 nel corso della trasmissione Mercati Che Fare in onda su TgCom24.

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