Btp Italia, ancora boom richieste per 9 miliardi

Buona la prima, e non è una novità. Giunto ormai alla quarta emissione, il Btp Italia continua a esercitare un'attrazione irresistibile per il popolo dei risparmiatori. Nel primo giorno di collocamento, effettuato sulla piattaforma Mot di Borsa Italiana, la domanda ha sfiorato i 9 miliardi di euro. Un vero e proprio boom che ha indotto il Tesoro a decidere, come già avvenuto in passato, di chiudere già oggi (alle 17,30) le offerte con due giorni di anticipo.
Il successo del Btp tricolore non è necessariamente legato al suo appeal “patriottico“. Intanto, offre un premio di fedeltà (il 4 per mille lordo sul valore lordo dell'acquisto) a chi mantiene il titolo fino alla scadenza, che è quadriennale. È inoltre possibile acquistarlo online senza pagare commissioni, oppure servendosi del canale bancario. Il taglio minimo da 1.000 euro offre inoltre a tutti, anche in un momento di crisi come l'attuale, una chance di investimento. Il punto forte è però legato al meccanismo di rendimento. Il Buono, oltre a garantire un tasso reale minimo del 2,25%, è anche legato all'andamento dell'inflazione, di cui il Tesoro tiene conto al momento di pagare, ogni sei mesi, gli interessi. Non è dunque da escludere che il forte interesse mostrato dalle famiglie sia attribuibile all'ipotesi di una prossima ripresa economica e di un conseguente aumento del costo della vita, tale da assicurare cedole più sostanziose.
La decisione di imporre uno stop anticipato al collocamento non è solo dovuta al boom di richieste ricevute, ma anche alla necessità di tenere sotto controllo l'entità dell'emissione come peraltro era avvenuto in occasione dell'offerta nell'ottobre scorso, chiusa con un incasso di 18 miliardi. Il motivo? Lo spiega Maria Cannata, direttore generale del Tesoro per il debito pubblico: «I titoli vanno a scadere nel 2017, un anno già abbastanza impegnativo dal punto di vista delle scadenze, quindi non è il caso di andare a gravare con un ammontare eccessivo di scadenze in quell'anno».
E sulla possibilità che Moody's possa di nuovo far cadere la scure sull'Italia, la dirigente del Tesoro si mostra ottimista: «Francamente non vedo motivi particolari per cui l'agenzia debba muoversi. Il fatto che siamo ancora, dopo tanto tempo dopo le elezioni, un po' appesi, è una cosa che loro monitorano con molta cura. Ma non solo Moody's, tutte le agenzie».