Il Bundestag convoca Draghi ma solo dopo le vacanze estive

L'audizione in agenda non prima del 5 settembre

Per essere il tema che nelle ultime settimane ha incendiato il dibattito in Germania, sembra che il Parlamento tedesco non abbia particolare fretta di sentire Mario Draghi e la sua prevedibile difesa della politica dei tassi ultra-bassi e del quantitative easing. L'incontro con i membri delle commissioni Europa, Bilancio e Finanze si terrebbe infatti dopo la pausa estiva, che si chiude il 5 settembre. Quando insomma i problemi potrebbero essere ben altri per il Bundestag. La Grecia, se non saranno sciolti tutti i nodi su riforme e debito, potrebbe essere uno di questi; l'altro, la questione dei migranti.

Forse sarà colpa del calendario particolarmente fitto di impegni, ma i deputati tedeschi avrebbero dovuto battere il ferro finchè è caldo. Soprattutto quel fronte di politici conservatori secondo cui i tassi ai minimi storici aprirebbero un «buco» nelle finanze dei risparmiatori tedeschi. Così come, peraltro, le potenti Sparkasse e i fondi pensione si sono lamentati per i danni creati dai rendimenti sottozero. Accuse acuminate come quella del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble («Draghi agevola l'ascesa dell'estrema destra») alle quale l'ex governatore di Bankitalia, che ieri ha pranzato col presidente francese François Hollande, ha replicato giovedì scorso con un intervento tutto a difesa dell'autonomia della Bce, che «obbedisce alle leggi, non ai politici», così come il mandato ell'Eurotower persegue «la stabilità dei prezzi in tutta l'Eurozona, e non solo in Germania. Angela Merkel, pur supportando Draghi sulla questione dell'indipendenza, ha definito «legittimo» il dibattito sui tassi in Germania.

Durante la querelle sulla politica monetaria eccessivamente morbida, Draghi ha comunque trovato alleati nel numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, suo tradizionale avversario all'interno del direttivo di Francoforte, e nel ministro dell'Economia, Sigmar Gabriel, convinto che il problema non sia il presidente della Bce ma l'eccesso di austerità.