C'è Blackrock nello scandalo dei furbetti del dividendo

Nel mirino Merz, in corsa per sostituire la Merkel

Anche Blackrock finisce al centro del mirino nell'ambito del maxi-scandalo sui furbetti del dividendo. Una pratica illegale, andata avanti per anni, che ha sottratto miliardi di euro al fisco di molti Paesi europei, a cominciare dalla Germania. Ed è proprio sul suolo tedesco, a Monaco, che sono scattate ieri le perquisizioni negli uffici del colosso Usa, il cui coinvolgimento nell'inchiesta denominata ex-Cum rischia di creare più di un imbarazzo a Friedrich Merz, numero uno del supervisory board di Blackrock, ma soprattutto candidato a succedere ad Angela Merkel alla guida della Cdu. Nonostante Merz abbia cominciato a ricoprire la carica all'interno della più grande società di investimenti mondiale solo nel 2016, quando ormai erano terminati i magheggi sulle cedole (dal 2006 al 2013), il deputato dei verdi ed esperto di finanza del gruppo, Gerhard Schick, ha inviato una lettera di tre pagine al quartier generale di Blackrock, a Francoforte, in cui vengono chieste spiegazioni sull'operato di Merz dal 2005 in poi, quando era socio dello studio legale americano Mayer Brown, e dal 2010 come esperto fiscale di Hsbc Trinkhaus. Il motivo è semplice: entrambe le società, a detta di Schick, risultano indagate proprio per le operazioni truffaldine sui dividendi.

Il danno arrecato in Germania sfiora i 32 miliardi, secondo stime che calcolano in 55 miliardi il mancato gettito a livello europeo provocato dalla truffa ex-Cum. Le banche, tra cui Deutsche Bank, Santander, Macquarie Bank, e i soggetti coinvolti avrebbero commesso la truffa giocando su due livelli: con il primo, durante la giornata dello stacco delle cedole, venivano accreditati gli introiti a più soggetti con rapidi passaggi di mano dei titoli azionari; con l'altro, sfruttando i tempi lenti di accertamento da un titolare all'altro delle transazioni e la tecnica della vendita allo scoperto, si sfruttava il credito fiscale maturato sulla cedola.