C'è un cavaliere italiano per la Piaggio Aerospace

La modenese Aerotec di Porto studia un'offerta al fondo Mubadala insieme agli australiani

Su Piaggio Aerospace sta per planare un «cavaliere bianco» con vessillo modenese che potrebbe rilanciare il business della storica società italiana. La Aerotec, fondata e guidata da Alberto Porto - ingegnere italo argentino che ha progettato l'ultraleggero dei record «Risen» e che ha lavorato con i team di Formula 1, Ferrari e Minardi, oltre che in campo aeronautico e aereospaziale - è pronto a fare un'offerta al fondo emiratino Mubadala che controlla il 100% dell'azienda aerospaziale nata dalla costola della Rinaldo Piaggio.

«Vogliamo entrare nel piano di rilancio del gruppo dice Porto a il Giornale per portare tutto il nostro know-how, italiano e d'eccellenza, e aiutare il gruppo a riprendere il volo con l'ideazione e la messa in produzione, entro due anni, di un nuovo jet competitivo che possa conquistare il mercato».

La proposta industriale sarà formalizzata al fondo arabo nelle prossime settimane. E, facendo leva sull'expertise industriale di Aerotec, potrebbe convincere gli Emiri ad accantonare le lusinghe giunte da tedeschi e cinesi, interessati alle divisioni di manutenzione motori e aerospaziale della Piaggio Aerospace.

Aerotec è, infatti, una start-up di Pavullo, nata da un paio di anni dall'unione di due piccole realtà industriali. Tuttavia, rappresenta l'espressione tecnologica di Porto che con il Risen, un biposto da turismo tutto in carbonio, ha battuto il record del mondo di velocità nella categoria, superando i 320 km/h, e percorrendo 30 chilometri con un litro di benzina verde, il doppio della concorrenza. Collaboratore storico di grandi marchi dell'aerospace (Agusta, Alenia Aermacchi, Pilatus), della motoristica, della Formula 1 e della nautica (la squadra svedese Victory Challenge e il team neozelandese per l'America's cup e la Volvo Ocean Race) ora Porto è pronto per una nuova sfida: «Corteggiare Piaggio Aerospace, realizzare un nuovo sogno». Il tutto, anche grazie ai capitali di un fondo australiano. E forte del fatto che Piaggio Aerospace è un'azienda di «interesse nazionale»: a fine 2017 il governo Gentiloni ha esercitato la golden power (sulla cessione ai cinesi di Pac dei diritti intellettuali del velivolo P180) per evitare che vengano portare fuori dall'Ue tecnologie e informazioni ritenute sensibili.

D'altra parte, da un punto di vista finanziario, la società ha risolto il problema della patrimonializzazione: il deficit nel 2017 era di 247 milioni, ma Mubadala lo ha ripianato. Urge però un rilancio industriale visto che nel piano 2017-2021 si parla solo di interventi finanziari: prevista la rinegoziazione con Leonardo di 115 milioni di debito; Mubadala ha già versato 180 milioni e ne verserà altri 80 dopo aver ripianato i debiti con le banche. Insomma la situazione economica del gruppo non è più disperata, ma senza un'idea Piaggio Aerospace potrebbe restare a terra definitivamente. In ballo ci sono 1.232 addetti (300 nella divisione motori), divisi per lo più tra Genova e Villanova d'Albenga.