C'è malumore fra le cordate: dati su Alitalia troppo scarsi

Alcuni aspiranti pretendenti si sarebbero lamentati per aver avuto accesso a informazioni sommarie

Paolo Stefanato

Oggi la procedura per la cessione di Alitalia fa un passo avanti. Scade il termine per presentare le proposte non vincolanti, successive alle manifestazioni d'interesse raccolte in giugno. I 33 soggetti che dopo la selezione si sono ridotti a 18 hanno avuto accesso alla data room e ora dovranno dire a quali delle tre ipotesi previste dal bando aderirebbero: rilevare l'intera società con attivi e passivi, comprare il ramo d'azienda con i soli attivi, o partecipare a un eventuale «spezzatino».

Pare che la data room non sia stata soddisfacente perché conteneva il bilancio 2015, dati sommari su quello 2016, la relazione per l'avvio della procedura, e una serie di dati sostanzialmente di dominio pubblico. Chi ha chiesto precisazioni o dettagli ha ottenuto risposte burocratiche dalla segreteria tecnica affidata a Rothschild. Più di qualcuno avrebbe lamentato la scarsezza di informazioni, insufficienti a elaborare un buon documento.

Le proposte oggi in arrivo non conterranno alcuna indicazione economica, ma illustreranno le idee con le quali i vari soggetti interessati pensano di risanare Alitalia, intera o a pezzi. Saranno indicazioni sommarie perchè ciascuno, se convinto della propria ricetta, sarà restio a comunicarla in questa fase. E non è detto che tutti i soggetti veramente intenzionati presentino una proposta: potranno mandare avanti qualche fondo o banca d'affari, per unirsi successivamente in cordata. Quella che si apre oggi sarà insomma una fase ancora interlucutoria.

I commissari terranno conto delle proposte per elaborare il proprio piano di cessione che, approvato dal Mise, costituirà la sostanza del bando di vendita. L'indirizzo indicato dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, è di mantenere l'azienda Alitalia nella sua unitarietà, magari con una partecipazione pubblica: questa apertura, unita alla conferma dell'utilizzo, se necessario, di ogni ammortizzatore sociale, costituisce un significativo segnale per i soggetti interessati. Ripulita da costi impropri, riequilibrata negli assetti patrimoniali e rifocalizzata sull'aspetto vendite-ricavi (operazioni alle quali l'amministrazione sta già mettendo mano) Alitalia «può essere rilanciata» è la convinzione che abbiamo raccolto da fonti autorevoli e l'«interesse ci sarà». Di certo, non quello di Ryanair che si sfila dal processo di cessione. Interpellata da Askanews, la compagnia low cost irlandese ha confermato di esser solo disponibile a subentrare nelle rotte a lungo raggio già dall'estate.

Dopo le drastiche cure succedutesi dal 2008, il rapporto del costo del lavoro sul totale dei costi di Alitalia, pari a quello di Easyjet e inferiore ai concorrenti europei, costituisce un buon elemento strutturale. Grande affondo andrà invece fatto sulla politica di marketing, vendite e ricavi: appesantita dagli appetiti e dai network dei partner (Air France, Etihad), la compagnia aerea italiana deve ora recuperare la propria vocazione a un redditizio trasporto di qualità.