Caio: «Ok Telecom su rete» Patuano: «No a diktat»

La banda ultralarga (almeno 30Mb) con i piani attuali non sarà per tutti gli italiani. Lo spiega Francesco Caio al governo presentando il suo secondo rapporto sullo stato della rete. Certo dal primo, presentato nel 2010, le cose sono migliorate, ma ancora non basta per raggiungere gli obiettivi dell'agenda digitale Ue previsti per il 2020. «Senza intervento pubblico ci sarà una parte del Paese che non sarà coperta dai 30 Megabit». E se da un lato l'ad di Telecom Marco Patuano promette ogni sforzo per il raggiungimento degli obiettivi dall'altro il premier Enrico Letta «minaccia» l'eventuale obbligo alla separazione definendola però «un'extrema ratio» nel caso gli obiettivi sulla banda larga non siano raggiunti. Per l'ad Marco Patuano l'interesse del governo per la rete è positiva ma «le ipotesi di scorporo per legge sembrano difficilmente conciliabili in un settore liberalizzato».
Patuano chiede anche un quadro normativo più flessibile mentre il rapporto Caio suggerisce una maggiore condivisione delle infrastutture esistenti. Intanto ,dopo i cauti approcci dello scorso fine settimana, Naguib Sawiris ribadisce, in una nota, il suo interesse per Telecom Italia. «Se Telecom decide di non vendere Tim Brasil e di lanciare un aumento di capitale c'è interesse ad investire». Il finanziere egiziano ha anche spiegato di non aver presentato offerte per la controllata brasiliana e che «Telecom ha ancora bisogno di 3-4 miliardi». Il risultato è stata una fiammata del titolo in Borsa che è arrivato a guadagnare fino al 3%, per poi chiudere a +1,4%.