Calzaturieri, siglata l'intesa per il rinnovo del contratto

Raggiunto l'accordo tra Assocalzaturifici e sindacati. Aumento sui minimi salariali di 70 euro. Istituito il Fondo sanitario integrativo aziendale. Più flessibilità e novità per il part-time

Siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2019 del settore calzaturiero (80.000 addetti in più di 5.000 imprese), scaduto il 31 marzo 2016. L'intesa tra Assocalzaturifici-Confindustria e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, prevede un aumento complessivo pari a 90 euro (minimi e welfare contrattuale). L'aumento sui minimi salariali è 70 euro (quarto livello), suddiviso in tre tranche: dal primo aprile 2017, 25 euro; dal primo aprile 2018, 25 euro; dal primo aprile 2019, 20 euro.

Sul versante del welfare contrattuale, viene istituito il Fondo integrativo sanitario di settore: 12 euro a carico delle imprese, di cui 8 euro dal primo gennaio 2019 e 4 euro dal primo settembre 2019. Previsto inoltre un incremento (+0,5%, circa 8 euro), a partire dal 1 gennaio 2019, per il Fondo pensionistico complementare "Previmoda", sempre a totale carico delle imprese. Per tutte quelle aziende che ancora non esercitano la contrattazione di secondo livello, è riconosciuto un elemento di garanzia retributiva: 200 euro dal 2017; 250 euro dal 2018; 300 euro dal 2019.

Nel campo delle normative, l'intesa prevede un ulteriore miglioramento delle relazioni industriali e della responsabilità sociale dell'impresa, puntando sulla piena operatività dell'Osservatorio nazionale e sul suo monitoraggio per le politiche di sviluppo delle produzioni in Italia e sulle condizioni per facilitarne iniziative di reshoring, cioè il ritorno a casa di produzioni delocalizzate all'estero.

Sul tema della flessibilità, si interviene sull’orario di lavoro con la possibilità per le imprese di incrementare fino a 104 le ore prestate oltre all’orario settimanale e da recuperare con riposi compensativi nei periodi di minore attività. Le aziende avranno inoltre la possibilità di incrementare l’organico fino al 30% medio annuo con contratti a tempo determinato per gestire i periodi di picco senza compromettere l’efficienza gestionale. Incrementata al 12% la percentuale di possibile ricorso al part-time ( vincolante in caso di figli con handicap fino a 13 anni di età), e si potranno attivare anche forme di "smart working".

Infine c'è l'impegno delle parti a intervenire a livello ministeriale per far fronte al problema della ciclicità in caso di richiesta di ammortizzatori sociali. "L'intesa - fanno sapere i sindacati - sarà subito sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione". Rientra lo sciopero nel settore previsto il 5 maggio.

“Dopo una trattativa molto difficile durata un anno – spiega Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici – abbiamo raggiunto un risultato che ritengo un primo passo verso una stagione di relazioni industriali in cui il tema della competitività delle nostre imprese, soprattutto di quelle medie e piccole, sia assolutamente e sempre più baricentrico. Ci aspettano sfide importanti e la condivisione delle maggiori criticità, come quella della limitata fruizione della cassa integrazione, devono essere messe al centro della discussione con le organizzazioni sindacali nei prossimi mesi”.