Cannata: nel 2014 emissioni per 450 miliardi

Maria Cannata, la custode del debito pubblico italiano, ha già fatto i conti: quest'anno il Tesoro collocherà titoli di Stato per complessivi 450 miliardi di euro. Un po' di meno rispetto ai 470 miliardi di un anno come il 2012, con i cascami da spread che ancora complicavano le operazioni di provvista di via XX Settembre, un po' di più dei circa 410 miliardi del 2013. Per il momento si tratta comunque di stime, suscettibili di revisioni al ribasso ma anche al rialzo. Il ritocco verso il basso potrebbe essere aiutato dal fatto, ha spiegato Cannata, che «nei primi mesi dell'anno abbiamo limato leggermente i Bot». Resta però l'incognita legata al Def, che potrebbe richiedere il reperimento di ulteriori risorse se si optasse per un aumento del deficit o per un rimborso più cospicuo dei debiti della pubblica amministrazione. Il funding sembra comunque procedere in modo soddisfacente, essendo già arrivato al 27%, pari a circa 120 miliardi.
Nel frattempo scalda i motori il nuovo Btp Italia, della durata di sei anni anziché quattro come nelle passate emissioni, che verrà emesso in due fasi: i primi tre giorni dal 14 al 16 aprile (che potranno essere ridotti a due in caso di chiusura anticipata) saranno riservati ai risparmiatori, mentre il giorno dopo (con eventuale chiusura anticipata prima del termine naturale delle contrattazioni) sarà riservato agli investitori istituzionali. Il premio di fedeltà verrà riconosciuto esclusivamente a chi parteciperà alla prima fase della distribuzione e abbia mantenuto il titolo sino alla scadenza, in conformità a quanto stabilito nelle precedenti emissioni. «Abbiamo idea che l'operazione andrà bene perché le richieste continuano ad arrivare - ha commentato la responsabile della Direzione debito pubblico - ma forse non ci sarà la valanga delle ultime volte. Dobbiamo vedere, ci teniamo flessibili».
Quanto all'ipotesi di un Btp in formato benchmark indicizzato all'inflazione italiana, Cannata ha detto che «è una facoltà che ci teniamo comunque aperta, ma non la vedo una cosa immediata».