Capri e la terraferma unite dall'energia elettrica

Dopo oltre un secolo, Capri esce dall'isolamento energetico: sarà collegata al continente da un elettrodotto ad alta tensione che correrà per 30 chilometri sotto il mare. Una tappa importante di «Progetto Insula», il piano di Terna per collegare alla terraferma le grandi isole italiane, che ha un investimento complessivo di 2,3 miliardi . Ma non è tutto: « Nei prossimi anni investiremo 7,9 miliardi sul territorio nazionale -spiega l'ad di Terna, Flavio Cattaneo (nella foto)- per interventi che faranno risparmiare 300 milioni l'anno a cittadini e imprese».
A Capri, in particolare, la bolletta ha oggi costi cinque volte superiori alla media nazionale: l'investimento di Terna (100 milioni) garantisce risparmi per 17 milioni annui, e dà lavoro a 40 imprese, tutte campane. Due cavi, il primo dei quali sarà attivo agli inizi del 2015, garantiranno la trasmissione in energia elettrica nei due comuni isolani. In più il collegamento è all'avanguardia tecnologicamente ed è ecosostenibile: l'elettrodo ad alta tensione correrà per 30 chilometri sotto il mare e si allaccerà alla stazione di Torre Annunziata, senza disturbare l'ecosistema marino.
«Un sogno che sembrava impossibile- commenta il sindaco di Capri, Ciro Lembo- finalmente sarà realizzato: ora si tratta di decidere che cosa fare della centrale attuale, gestita dalla società Sippic insieme alla rete di distribuzione. Ci auguriamo di trovare un accordo, perché il tempo stringe: oggi le bellezze naturali non bastano, servono servizi efficienti o i turisti vanno altrove».
Ancora oggi, infatti, l'Isola Azzurra è servita dalla vecchia centrale elettrica costruita nel 1905, in piena Belle Époque. Gli anni in cui Capri diventa il «buen retiro» di artisti, intellettuali e miliardari: molti vi trascorrono l'estate, ma c'è chi resta per mesi e anni, fino a stabilirsi definitivamente. Così l'isoletta dei pescatori diventa un laboratorio della storia, dove gli esuli russi, Gorki e Lenin in testa, discutono di politica e rivoluzione a pochi passi dalla suite del Quisisana che ospita il re dell'acciaio tedesco, Friedrich Alfred Krupp. Proprio i motori degli U-Boot, secondo la leggenda, hanno fatto funzionare per la prima volta la centrale: oggi i gruppi elettrogeni sono alimentati a gasolio, trasportato da navi cisterna, con gli inevitabili problemi di inquinamento ambientale. Una vicenda di veleni che dura da anni, tanto che la centrale è stata messa sotto sequestro dalla Procura di Napoli, ma con facoltà di utilizzo, vista l'assenza di alternative.
Tuttavia non è sufficiente, soprattutto nella stagione turistica, quando il fabbisogno di energia si impenna, e i black out sono tutt'altro che infrequenti: il più grave, il 13 agosto 2009, ha lasciato l'isola al buio per otto ore. Ora, dopo sei anni di trattative e studi, il collegamento elettrico tra Capri e la terraferma diventa realtà.