La carica dei 9mila al fortino della Pop Vicenza

Assemblea blindata per i soci che hanno perso quasi tutto. Ma Scaroni entra nel capitale

Camilla Continostro inviato a Gambellara (Vi)Gambellara è un piccolo comune di poco più di tremila anime a cavallo fra le province di Verona e Vicenza famoso nel mondo per il suo vino più rappresentativo: il recioto. E in Italia per aver dato i natali il 15 gennaio del 1938 a Gianni Zonin. Un «viticultore prestato alla finanza», come amava definirsi l'ex patron della Popolare di Vicenza. Che questa mattina riunirà proprio qui, in un mega capannone industriale, a due passi dall'azienda vinicola degli Zonin i suoi soci - le stime di ieri parlavano di almeno 9mila persone - chiedendo loro di dire «sì» alla trasformazione in spa, all'aumento di capitale da 1,7 miliardi e alla quotazione in Borsa. Ma soprattutto di digerire la svalutazione del titolo passato dai 62,5 euro del 2014 al prezzo di recesso di 6,3 euro. Un massacro che per chi ha le azioni in portafoglio. E dovrà pagare il prezzo - amaro - di anni di malagestione finiti anche al centro di una complessa inchiesta giudiziaria della procura vicentina, che non ha esitato a parlare di «banca deviata», ipotizzando anche il reato di associazione a delinquere. La Bce ha inviato una lettera ai nuovi vertici in cui di fatto avverte che o si cambia o per la Vicenza scatta il commissariamento con il rischio concreto di bail in. Nessun piano B, dunque. Si tratta di una strada obbligata ha ricordato anche ieri il nuovo amministratore delegato Francesco Iorio, che definisce «impossibile» anche il progetto del fronte del no di una spezzatino della banca perché «Bisognerebbe comunque fare un aumento di capitale per banche piccole non quotate e scarsamente interessanti per il mercato». Quindi «ci servono tre sì, forse dolorosi ma certamente necessari». Di ritorno dal road show tra New York e Londra Iorio predica ottimismo e si dice pronto a investire in prima persona in BpVi. A fargli da spalla è arrivato a sorpresa un altro vicentino, l'ex ad dell'Eni Paolo Scaroni (e oggi vicepresidente di Rothschild) che ieri in un'intervista al Giornale di Vicenza ha deciso di scommettere sulla Popolare, di comprare azioni: «I risultati arriveranno». Agli sviluppi vicentini guarda con interesse anche la Fondazione Cariverona. All'assemblea odierna sembra improbabile un'azione da «muoia Sansone con tutti i Filistei» ma non si escludono momenti di tensione se a vigilare sui lavori dell'assemblea sono stati chiamati anche polizia, esercito e unità cinofile. A Gambellara, durante la prima Guerra d'Indipendenza, l'8 aprile 1848 si è svolta una storica battaglia tra l'impero austriaco e i corpi franchi della Repubblica di Venezia. Oggi al posto di Vienna c'è Francoforte ma come macerie ci sono le perdite lasciate dal generale Zonin che solo fino a un anno fa comandava le truppe della banca. E che parla veneto, mica tedesco.