Carige, diplomazie al lavoro dopo la mano tesa di Apollo

Il primo cda dell'era Malacalza studia i dettagli dell'offerta del fondo Usa senza dire no a priori

Il muro contro Apollo non è stato alzato preventivamente, nonostante il durissimo intervento letto dall'avvocato della famiglia Malacalza, primo azionista della banca con il 17,6%, durante l'assemblea dei soci della settimana scorsa. Il cda di ieri, il primo sotto la presidenza di Giuseppe Tesauro dopo la «rottamazione» del tandem Montani-Castelbarco avvenuta il 31 marzo, si è riunito in mattinata per poco più di un'ora: sul tavolo, «le prime informazioni» relative alla proposta ricevuta dal fondo americano su cui sono stati avviati «i relativi approfondimenti».

Insomma, si cominciano a studiare le carte senza dire un no a priori e - riassume una fonte vicina all'istituto ligure - «le diplomazie sono al lavoro dopo il ramoscello d'ulivo degli americani». Nel fine settimana da Apollo è infatti arrivato una sorta di invito a trattare - e non una proposta da «incursore straniero» - con l'impegno di garantire l'indipendenza nonchè la sede a Genova di Carige e l'obiettivo di assegnarle un ruolo da capofila nell'aggregazione di altri istituti come le «nuove» Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti, messe in vendita dopo il salvataggio del governo. L'offerta messa sul piatto dal fondo, ricordiamolo, include il lancio di un'Opa sull'istituto genovese del quale vuole acquisire il 55% circa con un investimento di 500 milioni. Altro capitolo della proposta, l'acquisto dei crediti non performanti (npl) per 695 milioni, pari al 17,6% del valore nominale delle sofferenze complessive (3,5 miliardi, ma solo in parte garantiti). Il modello sarebbe quello di Evo Banco, l'istituto acquistato da Apollo nel 2014 e ancora oggi di proprietà del fondo. Resta da capire se Vittorio Malacalza accetterà di vedere diluita la propria quota (contabilizzando anche, secondo le stie degli analisti, una perdita di circa 170 milioni) oppure se respingerà l'offerta al mittente trovando però velocemente una soluzione alternativa, dato che la Bce ha chiesto a Carige un nuovo piano industriale entro il 31 maggio.

Tornando al board di ieri, il consiglio ha anche nominato Guido Bastianini come amministratore delegato e costituito il comitato esecutivo nominando quali membri elettivi - che si aggiungono all'ad, componente di diritto - i consiglieri Beniamino Anselmi, con indicazione ad assumere la carica di presidente, Sara Armella, Remo Angelo Checconi e Giampaolo Provaggi, con durata della carica fino al 2018. Per quanto riguarda il comitato rischi, sono stati nominati Maurizia Squinzi (in passato, direttore finanziario dell'ospedale San Raffale prima della vendita alla famiglia Rotelli) che sarà presidente, Alberto Mocchi ed Elisabetta Rubini (avvocato che ha assistito Carlo De Benedetti nella causa di Cir contro Fininvest per la vicenda del Lodo Mondadori). Quest'ultima presiederà anche il comitato remunerazione. Presidente del comitato nomine sarà invece Claudio Calabi. A Piazza Affari, intanto, il titolo Carige ieri ha sofferto lasciando sul terreno il 2,13% a 0,57 euro. Negli ultimi sei mesi le azioni hanno ceduto più del 60 per cento.