Carige perde il quinto consigliere

Oggi in cda le risposte alla Bce. Con le faide interne il titolo accelera in Borsa: +9%

Carige mette la quinta in Piazza Affari mentre prosegue la bagarre sul governo societario. Ieri, infatti, il titolo ha messo a segno un rally del 9,2% (a 0,0095 euro) con volumi da record, cinque volte la media mensile giornaliera. In mattinata sono state annunciate le dimissioni di Ilaria Queirolo, consigliere indipendente e membro del Comitato Remunerazione dell'istituto genovese. Una decisione presa, come spiega una nota del gruppo guidato da Paolo Fiorentino, «alla luce degli eventi che hanno interessato la banca negli ultimi mesi e, in particolare, le palesi tensioni cui è stato sottoposto il consiglio di amministrazione, nonché l'insorgere di insanabili divergenze sulla gestione aziendale, cui occorreva reagire con un impegno capace di salvaguardare nel modo migliore» l'istituto ligure. Si tratta del quinto addio in un mese dopo quelli del presidente Giuseppe Tesauro, del vice presidente Vittorio Malacalza (che è azionista di riferimento dell'istituto con il 20,6% del capitale) e dei consiglieri Stefano Lunardi e Francesca Balzani. Tutti in polemica con la gestione monocentrica dell'ad Fiorentino.

Nello stesso periodo il titolo è salito in Borsa del 13% nonostante una semestrale chiusa in rosso per 20 milioni di euro e un deficit di capitale di 120 punti base rispetto ai livelli richiesti dalla Bce. Sale, dunque, la febbre speculativa in vista dell'assemblea del 20 settembre convocata per la revoca del cda e la nomina di un nuovo board. Fino ad allora resta operativo quello attuale che però non dovrebbe prendere decisioni irrevocabili. Per la prima volta, se l'interpretazione dei rigidi paletti normativi lo consentirà, il controllo di una banca potrebbe passare dall'appuntamento con gli azionisti. Ad oggi si parla di due liste: oltre a quella stilata dai Malacalza, dovrebbe scendere in campo Raffaele Mincione (ormai vicino, secondo i rumors, al 10% del capitale) che pare voglia puntare a raccogliere il consenso di Gabriele Volpi (ha il 9%) e della società pubblica Sga (al 5,3%) attorno al nome dell'ad in carica. In Borsa Carige vale «solo» il 20% del suo patrimonio netto e, a giudicare dagli acquisti sul titolo, le forze si stanno posizionando.

Intanto il cda di oggi prenderà posizione sui richiami della Bce che invitava il gruppo a colmare il deficit di capitale e a provvedere alle cessioni previste dal piano industriale ma non ancora realizzate (il 20% in AutoFiori, parte del 4% detenuto in Bankitalia e alcuni immobili). In realtà, Francoforte indicava come possibile soluzione ai problemi di Genova anche un matrimonio. E, in effetti, sul mercato non manca chi torna ciclicamente a parlare di contatti con altre realtà finanziarie, da danarosi fondi hedge stranieri alla compagnia bolognese Unipol, che però smentisce ufficialmente «qualsiasi interesse per il dossier». Venerdì era stata Ubi a tirarsi fuori dalla partita che si giocherà sotto la Lanterna.