Carige si prepara a un altro ribaltone

A settembre l'assemblea per revocare il cda con la ristrutturazione in corso e la Bce in pressing

La via Crucis di Carige non è ancora terminata. Ieri il cda della banca che ha deciso di convocare a settembre l'assemblea degli azionisti per la revoca e il rinnovo degli organi sociali. Titolo invariato.

La data sarà fissata dal cda del 3 agosto previsto per l'approvazione della semestrale. La decisione segue l'addio del presidente Giuseppe Tesauro e di due consiglieri, oltre alla specifica richiesta di Raffaele Mincione (azionista al 5,4%) e potrebbe portare al ribaltone degli equilibri in Carige. Nel capitale della banca sono presenti anche Malacalza Investimenti (al 20%), Gabriele Volpi (al 9%) e Sga (al 5,3%). Il braccio di ferro sulla gestione societaria si inserisce in un momento delicato. L'istituto sta portando avanti il piano di ristrutturazione da un miliardo firmato dall'ad Paolo Fiorentino, ma è solo a metà del guado. C'è ancora molto da fare sulla redditività del business, sullo smaltimento dei crediti di difficile riscossione e sulle dismissioni delle partecipazioni non strategiche (tra cui le quote in Bankitalia e in Autostrada dei Fiori). Lo evidenzia la stessa quotazione: a pochi mesi dalla mastodontica ricapitalizzazione da 550 milioni, la banca vale meno di quanto raccolto, 467 milioni. Non solo. La Bce non accenna a diminuire il pressing su costi, efficienze e patrimonializzazione e, secondo indiscrezioni, starebbe spingendo verso un matrimonio di interesse.

«Abbiamo assistito a una lunga crisi dettata dai mercati e dalle vicende giudiziarie (l'ex presidente Giovanni Berneschi è stato condannato in Appello nell'ambito della maxi truffa ai danni di Carige Vita Nuova ndr)» ha dichiarato Lucio Gambetti, responsabile Fisac Cgil per il gruppo: «In cinque anni abbiamo visto quattro diversi piani industriali. È mancata la stabilità».