Cariverona «apre» a Banca Marche

Biasi: «Non escludo un intervento della Fondazione. Io nel cda di Unicredit? Nessun divieto»

Fondazione Cariverona apre al salvaggio di Banca Marche. A dirlo è il presidente dell'Ente, Paolo Biasi, sottolineando invece di non essere interessato a Monte Paschi. «Non l'abbiamo ancora esaminata», ma «non scartiamo niente che abbia un ritorno certo», ha detto Biasi, riferendosi all'istituto marchigiano per cui Fonspa sta cercando un cavaliere bianco. Il piano dovrebbe coinvolgere alcune fondazioni italiane, tra cui Verona, e venture capitalist esteri. «Se ce lo chiedono, ce lo dimostrano e siamo convinti, non è da escludere».

Cariverona, che è grande azionista di Unicredit (3,46%), «cerca opportunità per diversificare il proprio patrimonio», ha ricordato Biasi, chiarendo di parlare «indipendentemente» dall'effettivo destino di Banca Marche. Per Mps, invece, Verona «non ha nessun segnale, nessun interesse e si guarda bene dall'andare a sfrugugliare in casa d'altri», ha detto Biasi ricordando che in passato Siena aveva chiesto un intervento corale della fondazioni poi naufragato.

Quanto invece alla governance di Unicredit e al rinnovo del cda in agenda il prossimo anno, il presidente di Cariverona segnala che «tecnicamente non c'è nessun veto» a un suo ipotetico passaggio nel board della banca guidata da Federico Ghizzoni. «L'opportunità è un'altra cosa», aggiunge però Biasi, che nell'autunno del 2015 termina il mandato alla Fondazione e non potrà essere rieletto. «È vero, scado e non sono rinnovabile», ha ricordato. Subito favorevole alla candidatura di Biasi nella stanza dei bottoni di Unicredit è il sindaco di Verona, Flavio Tosi: Biasi «ha più che le carte in regola» per entrare nel consiglio di Piazza Cordusio. Come sindaco di Verona, Tosi, è uno dei grandi elettori della Fondazione scaligera.