Le cartelle rottamate di Espresso-Repubblica pesano su Gedi: -5%

Crollano le azioni. Per salvare il bilancio spunta l'ipotesi di vendere Persidera

Giornata pesante in Borsa (-5,60%) ieri per il gruppo editoriale Gedi (nato dalla fusione Espresso-Itedi) presieduto da Marco De Benedetti che venerdì aveva annunciato la definizione di un contenzioso fiscale con il pagamento di 175,3 milioni. La brusca flessione in Borsa è dovuta al fatto che gli analisti stimavano che l'ammontare della multa non fosse superiore ai 100 milioni. Da sottolineare che la cifra versata al fisco rappresenta meno della metà dell'importo richiesto dalla Commissione tributaria e maggiorato degli interessi.

La storia risale a una fusione societaria e riguarda contestazioni di natura antielusiva per i benefici fiscali ottenuti dall'operazione, realizzata nel 1991. Nel 2012 la condanna in Appello a versare 225 milioni. Di fronte alla quale l'ex gruppo Espresso ha fatto ricorso in Cassazione, dove, nel caso di una pronuncia sfavorevole avrebbe dovuto pagare circa 389 milioni tra sanzione e interessi. Insomma una cifra notevole anche perché Gedi non è più solo della Cir dei De Benedetti ma dopo la fusione tra Espresso e Itedi, da cui è appunto nata Gedi, del gruppo fanno parte anche gli Agnelli (che hanno conferito La Stampa) e i Perrone (con il Secolo XIX).

Ecco perché la società ha preferito chiudere la partita aderendo alla «rottamazione delle cartelle» che scadeva il 30 settembre. Ma con il risultato di portare la posizione finanziaria netta da +40 milioni a circa meno 100 milioni. Inoltre per il 2017 gli analisti di Equita, che sottolineano il debole andamento di tutto il settore carta stampata, ritengono che la Repubblica stia soffrendo più di altri players. Banca Imi ha ridotto il target del prezzo delle azioni da 0,83 a 0,70 euro, confermando però, come Equita, la raccomandazione a «hold» («mantenere»). I 175,3 milioni, secondo le regole della «rottamazione» saranno versati in tre tranche: 70 milioni sono stati pagati già ieri, 70 entro il 30 novembre e 35 entro il 30 giugno prossimo. La società ha specificato che la perdita di esercizio derivante da tale pagamento trova integrale copertura nelle riserve disponibili di patrimonio netto, senza intaccare in alcun modo il capitale sociale.

Ma ora, per Mediobanca Securities, la scelta di chiudere lo storico contenzioso potrebbe spingere Gedi ad accelerare il processo di dismissione di Persidera, partecipata dalla casa editrice al 30%. Il restante 70% fa capo a Telecom Italia ed è stato messo, su spinta del socio di riferimento Vivendi, in un trust per ottemperare a quanto prescritto dall'Antitrust Ue. Persidera è in vendita dunque e dalla cessione della sua quota il gruppo Gedi guidato dall'ad Monica Mondardini, potrebbe ricavare 100 milioni circa.