Il cartone è più forte della crisi: ma è allarme prezzi

A rischio un settore da 4 miliardi di fatturato e 15mila addetti

Ecologico e anticrisi, l'imballaggio in cartone non passa mai di moda. Anche e soprattutto nel nostro Paese: con 4 miliardi di euro di fatturato e oltre 15 mila addetti l'industria italiana del cartone ondulato ha un ruolo fondamentale nei meccanismi della logistica e del packaging. I dati del primo semestre 2013, sostanzialmente stabili, mostrano infatti come il settore riesca a reagire meglio di altri alla crisi. Ma ora il Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato ( Gifco)- il secondo produttore a livello europeo - lancia l'allarme:l'approvvigionamento di materia prima sta diventando un serio problema.

Colpa del crescente aumento dei costi della carta, che in meno di un anno ha consolidato incrementi di prezzo che superano il 15%. Oltre a ciò nell'ultimo periodo si sta assistendo ad un contingentamento della carta proveniente dall'estero: i principali produttori stranieri stanno concentrando le vendite su mercati del Nord Europa, lasciando così ridotti i quantitativi a disposizione dell'Italia. «Il timore è che questo aumento dei costi di produzione, difficile da recuperare per via di un mercato e un'economia nazionale deboli, possa danneggiare uno dei pochi settori in Italia che riesce ancora a mantenersi stabile e a garantire occupazione», commenta Piero Attoma, presidente di Gifco.