Cdp in rosso: pesano i conti dell'Eni

Nel 2016 perdita di 900 milioni. Risorse gestite per 30 miliardi

La Cassa depositi e prestiti ha chiuso il 2015 con una perdita netta consolidata di «circa 900 milioni di euro, riconducibile al risultato d'esercizio 2015 di Eni» di cui la Cdp possiede il 25,76 per cento. È quanto si legge nella nota della società presieduta da Claudio Costamagna, che ieri, oltre al bilancio, ha anche approvato l'ingresso nel fondo Atlante con un'adesione fino a 500 milioni di euro.

Tornando ai conti, l'attivo è stato pari a 397,9 miliardi (-1% rispetto al 2014), mentre le disponibilità liquide raggiungono i 173 miliardi, in riduzione del 6% rispetto al 2014. Il margine di interesse, in flessione del 40%, si attesta a circa 600 milioni. Il patrimonio netto di gruppo è sceso a 33,6 miliardi, rispetto ai 35,2 miliardi di euro del 2014, di cui 19,2 miliardi di euro di pertinenza della capogruppo. «I risultati del 2015 - si legge nella nota - confermano il ruolo anticiclico e di promozione svolti dal gruppo Cdp a sostegno dell'economia italiana»: le risorse mobilitate e gestite ammontano a circa 30 miliardi (prevalentemente attraverso finanziamenti, investimenti e garanzie), in aumento del 6% rispetto all'esercizio precedente ed in linea con gli obiettivi di avanzamento previsti nel Piano industriale 2013-2015. Liquidità destinata per il 74% alle imprese (22 miliardi di euro), per il 20% in favore degli Enti Pubblici e Territorio (6 miliardi di euro) e per il 6% (2 miliardi di euro) alla realizzazione di infrastrutture.

Il contributo della sola capogruppo Cdp alle risorse mobilitate e gestite è stato pari a circa 17 miliardi, in crescita del 24% rispetto al dato del 2014 depurato di alcune operazioni non ricorrenti. «Coerentemente con le linee guida strategiche definite nel precedente Piano industriale 2013-2015 - ricorda il comunicato - , le risorse sono state indirizzate in favore dei motori dello sviluppo economico del Paese».

Deciso il sostegno offerto agli enti locali, con un ammontare complessivo di risorse mobilitate e gestite pari a 4,5 miliardi, in crescita del 74% rispetto al 2014 al netto di talune operazioni non ricorrenti (finanziamento al Commissario straordinario del Comune di Roma per 4,8 miliardi nel 2014 e anticipazioni pagamento debiti della pubblica amministrazione per 2,8 miliardi nel 2014 e circa 800 milioni nel 2015). Al risultato hanno contribuito, oltre alla tradizionale attività di finanziamento, anche l'attività di valorizzazione del patrimonio immobiliare.