Cedute la metà delle partecipazioni previste dal piano. Utili a 395 milioni

La «rottamazione dai salotti» decisa dall'ad Alberto Nagel sta imprimendo una forte spinta a Mediobanca, che chiude i primi nove mesi dell'esercizio 2013-2014 (che terminerà a fine giugno) con un risultato netto decuplicato a 395,3 milioni. Un balzo deciso rispetto ai 37 milioni di un anno fa, favorito proprio dalla cessione dei pacchetti azionari non più strategici: in particolare, Mediobanca ha smobilizzato azioni per 800 milioni, registrando 221 milioni di profitti (69 milioni nel solo ultimo trimestre). L'istituto di Piazzetta Cuccia, che è arrivato alla metà del percorso indicato dal piano, ha azzerato le quote in Gemina (206 milioni ceduti con utili per 70 milioni), Saks (55 milioni ceduti con 29 di utili) e Intesa Sanpaolo (60 milioni con utili per 3 milioni), nonché la riduzione dei «cashes» Unicredit (da 148 a 40 milioni con utili per 31 milioni) e di Rcs (24 milioni con utili per 7 milioni). Tra le azioni non quotate viene poi segnalato lo smobilizzo del prestito soci Telco, concambiato con azioni Telefonica poi alienate: nel complesso, la partecipazione in Telco si è così ridotta dall'11,62% al 7,34% con utili per 67 milioni. Forte, comunque, anche il contributo del margine di interesse (+6%) che cresce nel retail compensando il calo nel corporate, dove la banca d'affari è alle prese con un mercato stagnante come la concorrenza. Mediobanca sta lavorando a operazioni di aumenti di capitale e a emissioni di obbligazioni per conto di banche e imprese per un valore di 28 miliardi.
Parlando con gli analisti, Nagel ha poi confermato le stime sui coefficienti patrimoniali (Core tier 1) previste nel piano industriale, che l'istituto aveva indicato al 11-12% per il 2016. «Confermiamo la guidance», ha spiegato Nagel, comunque «siamo ben oltre il 10%». L'amministratore delegato di Mediobanca ha infine indicato in «20/25 punti base» il miglioramento sui ratio atteso dal rimborso per almeno 350 milioni dei prestiti subordinati che l'Antitrust ha chiesto a UnipolSai di restituire all'istituto. Quanto alla riforma del patto per renderlo più leggero, si è invece ancora in una fase definita «di dialettica».