Che bluff lo Sviluppo:80 miliardi di promessesenza un euro in cassa

Il decretodi Passera & soci è in realtà una bolla mediatica. Ma il governo lo imporrà a colpi di fiducia scavalcando l'Aula

Il governo Berlusconi cadde lo scorso novembre sull’impossibilità (causa Tremonti) di mettere a punto un organico decreto sviluppo, già allora considerato fondamentale per l’economia italiana in tempo di crisi e di spread impazziti. Otto mesi dopo, con il governo dei tecnici, si ripresenta la stessa situazione con gli stessi spread, ma con una maggiore comprensione delle cause della crisi (l’impotenza europea).

Oggi, ci sta provando il super ministro Passera. E questa volta non c’è nessuno né all’economia né alle finanze che gioca contro e il presidente della Repubblica è prontissimo a dare il via libera, purché gli arrivi un testo (evidentemente segno dei tempi). E i giornali tutti a tifare sviluppo, magari prendendo lucciole per 80 miliardi di lanterne.

Tutto bene, dunque. Non proprio. Anche questa volta soldi non ce ne sono, e il recente e tanto atteso provvedimento del governo sullo sviluppo «Misure urgenti per la crescita del Paese», appare, a leggere le anticipazioni di stampa, più come una bolla mediatica che altro.

In primo luogo sorprende come, a una settimana di distanza dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri, del decreto non ci siano altro che indiscrezioni e voci di corridoio. Una ridda di parole dette e contraddette che non aiutano a capire ma che, al contrario, danno il senso di una visione confusa su cosa sia urgente e su come sia necessario intervenire. In secondo luogo è oramai evidente un sostanziale problema di architettura dell’intervento. Come ci insegna la saggezza dei vecchi a dare troppi significati alle cose si finisce per non darne nessuno. E questo decreto sembra scritto da troppe mani (molte delle quali incompetenti...) e sembra contenere tante (anche in questo caso troppe?) disposizioni tra loro non organiche e non rispondenti a un vero disegno di sviluppo.

L’odore di lobbies è molto forte, delle cattive burocrazie, delle rese dei conti. Non si tratta di valutare solo i singoli passaggi ma l’impianto nel suo complesso e le motivazioni che ne sono alla base. Infine, c’è un problema di metodo. Un decreto legge ha validità provvisoria, limitata a 60 giorni. Se il Parlamento, in questo lasso di tempo, non riesce ad approvare la legge di conversione, il decreto legge perde la sua efficacia con effetto retroattivo. Il decreto è dunque uno strumento potente ma delicato che, per poter scavalcare la titolarità legislativa esclusiva del Parlamento, impone siano rispettati i necessari presupposti di necessità e urgenza dell’intervento.

Ora, nel decreto si individuano chiaramente alcune misure strutturali. Molte di esse sono indubbiamente necessarie. Resta però tutta da dimostrare un’urgenza tale da giustificare l’immediata decretazione governativa: dalle misure per la giustizia civile alla semplificazione della governance di Unioncamere, dalle disposizioni in materia di idrocarburi alla revisione della legge fallimentare, dall’Agenzia per l’Italia digitale alle iniziative volte a favorire l’occupazione giovanile nel settore della green economy.

Nei 61 articoli e nelle quasi 200 pagine dello schema in circolazione è senz’altro ravvisabile il tentativo di dare risposta a molte delle criticità del Paese ma, contestualmente, restano forti dubbi sulle modalità prescelte per dare soluzione a questi problemi. L’articolo 19, ad esempio, istituisce l’Agenzia per l’Italia digitale, alla quale sarà affidato il compito di dare unitarietà all’attuazione agli interventi che dovrebbero essere oggetto del quadro di azione in materia di innovazione digitale. Come essere in disaccordo su un intervento che vuole dare unitarietà a una politica, quella dell’innovazione, che a causa della sua trasversalità e della conseguente frammentazione delle competenze spesso stenta a trovare percorsi efficaci di attuazione? Ma, come spesso accade, anche questa volta, il diavolo sta nei dettagli. Infatti, se da un lato all’Agenzia saranno assegnate le competenze relative alla regolazione, al coordinamento e alla diffusione delle iniziative in materia di  e-government, dall’altro non c’è traccia nel decreto del trasferimento al nuovo soggetto delle competenze necessarie per attuare l’Agenda digitale: reti di telecomunicazione e riduzione del digital divide tecnologico, digitalizzazione del sistema formativo ed  e-commerce.

Tolto il ricco boccone delle gare Spc, affidato - guarda caso - alla gestione di Consip, in pratica il nuovo soggetto erediterà solamente le competenze che, fino a oggi, erano esercitate dalle strutture che dipendevano dal ministro dell’Innovazione: il Dipartimento per la digitalizzazione della Pa e l’innovazione, DigitPa e l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. Con l’ulteriore aggravante che, nel caso in cui il Parlamento non converta il decreto in legge entro 60 giorni, come detto, la decadenza retroattiva degli effetti del decreto inevitabilmente confliggerà con quanto già avvenuto proprio in quei 60 giorni. A fronte di ciò, quello che cambia veramente è il modo in cui è organizzata la struttura di responsabilità che savraintenderà all’operatività del nuovo soggetto. Infatti, se per un verso l’Agenzia nascerà contraddistinta da un profilo tecnico che porta ad accentrare tutti i poteri di gestione in capo al direttore generale, la struttura di potere che sovraintende alla sua azione sarà molto articolata.

Saranno ben tre i Ministri da cui l’Agenzia dovrebbe dipendere (e forse se ne aggiungerà un quarto...): quello con le deleghe per l’Innovazione, quello dello sviluppo economico e quello dell’istruzione, università e ricerca. Così, mentre non è vero che con l’Agenzia si istituirà un luogo unitario di attuazione delle  policy in materia di Agenda digitale (il sistema delle competenze che non riguarda l’e-government resterà infatti immutato), l’unica cosa di rilievo che produrrà il provvedimento sarà l’annullamento, di fatto, dei poteri (peraltro già limitati) di quello che era l’unico ministro competente per l’innovazione, i cui poteri verranno frammentati e assegnati a più decisori.

Insomma, altro che razionalizzazione: la nuova Agenzia nasce come un arlecchino inesorabilmente servo di troppi padroni. Un altro articolo interessante è il 24, che prevede un contributo sotto forma di credito di imposta per le nuove assunzioni di profilo altamente qualificato (dottori di ricerca e laureati in discipline tecniche e scientifiche) con un limite di 200mila euro annui per impresa. Immaginando che la media del contributo sia di 100mila euro per impresa i 50 milioni di euro stanziati per il 2013 vedrebbero coinvolte solo 500 imprese.

E per le altre? Che ne sarà di oltre 4 milioni di imprese escluse - di fatto - dal provvedimento? Basterà un intervento su 500 imprese per rilanciare l’intero sistema produttivo italiano? In ogni modo si precisa che il Ministero per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze per la gestione di questa misura potrà avvalersi di società in house o di enti in possesso dei necessari requisiti tecnici. Altra lotta di potere? Tra i più innovativi elementi del decreto vorrei ricordare il 58 nel quale viene istituito un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio della Repubblica. Certo, è doveroso donare del cibo a chi ha fame ma ci è stato anche insegnato che la carità deve essere un fatto privato.

Organizzare e promuovere la crescita della donazione di cibo da parte di organizzazioni caritatevoli è operazione sana e giusta ma il Fondo cosa c’entra? In che misura si tratta di un provvedimento urgente per la crescita? E perché non un fondo per la donazione di vestiti, o in favore di terremotati, o dei senza casa, o per l’assistenza ai ammalati cronici o ai disabili? Risparmio ai lettori, per il momento, un’analisi puntuale del decreto, anche perché ci sarà modo di farla più avanti.

Quanto detto mi sembra sufficientemente significativo. Un consiglio, credetemi. Forse è giunto il momento di porsi qualche domanda sull’azione del governo e sull’impianto complessivo offerto alla crescita del Paese. Come hanno detto i «sovversivi» commentatori del Wall Street Journal solo pochi giorni fa, il Decreto Sviluppo sembra voler prosciugare il lago di Como utilizzando un mestolo e qualche cannuccia. Un’ultima considerazione, non è che i decreti sviluppo portino male ai governi in questa triste congiuntura economica e politica?

Il governo Monti rifletta seriamente: può forzare la propria maggioranza, può violentare il Parlamento con inutili voti di fiducia, può ingannare l’opinione pubblica, ma la realtà si vendica sempre. L’economia italiana non ne può più di tante e inutili tasse, di tante inutili promesse e di tanti impegni mancati. La misura è colma.

Commenti

sigmathema

Lun, 25/06/2012 - 09:04

Che sia solo uno spot l'hanno capito tutti , anche chi fa finta di crederci. Soldi non ce ne sono e dato il cappio dell'euro e delle sue regole nin si ha alcun margine di manovra. Approvarlo è solo "fume negli icchi" , che tra l'altro provoca il pianto.

ALASTOR

Lun, 25/06/2012 - 09:09

Lo spirito di sacrificio con il quale il signor Brunetta si sottopone ai pesanti commenti dei lettori del Giornale è ammirevole. I suoi articoli sono fonte inesauribile di stilettate anche da parte dei meno edotti sulla materia del contendere. La propaganda non interessa più: il signor Brunetta cominci a scrivere un lungo, accurato e doveroso mea culpa sui suoi anni di governo e poi, forse, ricominceremo a dare valore alle sue parole.

AnnoUno

Lun, 25/06/2012 - 09:31

Visto dal cittadino: sono tutte pagliacciate. I massimi sistemi baterano di legge elettorale, di riforma costituzionale, di fantomatico sviluppo. A noi, poveri, meschini ed ignoranti sudditi basterebbe l'eliminazione dell'IMU, la riduzione delle accise (almeno quelel relative ad eventi di cui non hanno più memoria neanche i nostri nonni) un po' di soldi in tasca in più. Se si potesse avere una macchina giudiziaria degna di questo nome, meglio. Altrimenti, pazienza; libera circolazione delle armi e facciamo da noi.. Se si potesse avere una scuola decente, non ideologicizzata, bene. Altrimenti si elimini il valore statale dei titoli di studio ed ognuno si arrangerà a modo suo. I libri non mancano, viaggiare non è vietato (per ora). Insomma, cara classe dirigente, rubate pure fino a schiattare, ma almeno lasciateci lberi di decidere il nostro destino e quello dei nostri figli.

soldellavvenire

Lun, 25/06/2012 - 09:56

#2 ALASTOR - la quoto ma il problema del sig. brunetta, comune a quelli della sua statura (politica, ovvio), è quello di un ego smisurato che mai pronuncerebbe le parole "per colpa mia", preferendo insultare e quindi ricevere i meritati cachinni, con i quali alimentare il suo odio personale. che volentieri ricambiamo, beninteso.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Lun, 25/06/2012 - 10:00

fondo per distribuire cibo ai poveri nel territorio della repubblica? basterebbe togliere le limitazioni europee sull'agricoltura e rimettere le eccedenze, se se ne riuscirà produrre, a disposizione dei comuni che già dispensano i giusti aiuti ai bisognosi. ma così sembra un programma stile "food for oil", sarà un "food for work" cioé noi italiani lavoreremo perché uno straniero ci presti i soldi per comprare le sue derrate che distribuirà arbitrariamente. da qui il senso di tutte le altre cose apparentemente inutili e strane, puzza di truffa più che lobby, puzza di tradimento da parte della burocrazia cattiva. la misura è colma davvero ma noi, da bravi somari, ci metteremo lì col mestolo a svuotare il lago di como, tanto più in là abbiamo un lago più bello. per ora...

Otaner

Lun, 25/06/2012 - 10:09

Se Brunetta ha ragione il governo deve cambiare rotta e giocare a carte scoperte,diversamenre si deve andare presto alle elezioni politiche. Sarà il popolo a dire chi ci deve governare,

tartavit

Lun, 25/06/2012 - 10:34

"soldi non ce ne sono"; "una visione confusa su cosa sia urgente e su come sia necessario intervenire." Queste alcune espressioni del'ex ministro Brunetta (di che cosa? Boh! E' stato cosi incisivo che pochi si ricordano del ministero affidatogli a suo tempo). Come al solito è stato puntuale nella sua critica feroce all'operato del ministro Passera. E come al solito si è dimenticato che, lui a suo tempo, con tutte le competenze che ha messo in evidenza in questo intervento, nulla fece per mettere veramente in grado la Pubblica Amministrazione a ben operare. Un esempio. Presso il ministero della pubblica istruzione si stanno trattando pratiche (pensioni definitive, ristrutturazioni di carriere) del secolo scorso o se si preferisce del millennio passato. Il bla,bla,bla, è sempre semplice. E' il fare che è difficile! Caro il mio ex ministro del non so più di che.

tartavit

Lun, 25/06/2012 - 10:34

"soldi non ce ne sono"; "una visione confusa su cosa sia urgente e su come sia necessario intervenire." Queste alcune espressioni del'ex ministro Brunetta (di che cosa? Boh! E' stato cosi incisivo che pochi si ricordano del ministero affidatogli a suo tempo). Come al solito è stato puntuale nella sua critica feroce all'operato del ministro Passera. E come al solito si è dimenticato che, lui a suo tempo, con tutte le competenze che ha messo in evidenza in questo intervento, nulla fece per mettere veramente in grado la Pubblica Amministrazione a ben operare. Un esempio. Presso il ministero della pubblica istruzione si stanno trattando pratiche (pensioni definitive, ristrutturazioni di carriere) del secolo scorso o se si preferisce del millennio passato. Il bla,bla,bla, è sempre semplice. E' il fare che è difficile! Caro il mio ex ministro del non so più di che.

piero1952

Lun, 25/06/2012 - 10:41

Mentre invece i 51 voti di fiducia del governo precedente, non erano per scavalcare l'aula, erano sicuramente un'espressione fulgida della democrazia... Vorrei altresi ricordare all'ex che l'aula ha nelle sue mani uno strumento, questo si legale, che funziona perfettamente e che si chiama VOTO, se quello che dovete votare non vi piace, invece di criticare e votare tappandosi il naso, semplicemente votate contro, la democrazia ve lo garantisce come diritto. Altrimenti potete solo stare zitti, ci fate più bella figura.

piero1952

Lun, 25/06/2012 - 10:41

Mentre invece i 51 voti di fiducia del governo precedente, non erano per scavalcare l'aula, erano sicuramente un'espressione fulgida della democrazia... Vorrei altresi ricordare all'ex che l'aula ha nelle sue mani uno strumento, questo si legale, che funziona perfettamente e che si chiama VOTO, se quello che dovete votare non vi piace, invece di criticare e votare tappandosi il naso, semplicemente votate contro, la democrazia ve lo garantisce come diritto. Altrimenti potete solo stare zitti, ci fate più bella figura.

cameo44

Lun, 25/06/2012 - 10:49

Il bluff non è solo il piano per lo sviluppo presentato da passera ma l'intero Governo messo su per risolvere la crisi e ad oggi dopo circa otto mesi ha solo saputo aumentare la pressione fiscale e non ha risolto un solo proble ma anzi ne ha creati altri portando il paese in piena recessione il calo dei consumi e la mancanza di lavoro che aumenta creando ulteriori disoccupa ti e nonostante la cura da cavallo abbiamo sempre lo spread sopra i 430 punti e l'altalena delle borse morale della favola questo governo ha fallito ne prendano atto il PD e il PDL e si dia voce ai cittadini come si fas in tutti i paesi democratici non capisco perchè solo in Italia le votazioni sono consi derati una iettura e dato che il PD ePDL non condividono l'azione del Governo perchè lo sostengono? hanno paura del responso delle urne

cameo44

Lun, 25/06/2012 - 10:49

Il bluff non è solo il piano per lo sviluppo presentato da passera ma l'intero Governo messo su per risolvere la crisi e ad oggi dopo circa otto mesi ha solo saputo aumentare la pressione fiscale e non ha risolto un solo proble ma anzi ne ha creati altri portando il paese in piena recessione il calo dei consumi e la mancanza di lavoro che aumenta creando ulteriori disoccupa ti e nonostante la cura da cavallo abbiamo sempre lo spread sopra i 430 punti e l'altalena delle borse morale della favola questo governo ha fallito ne prendano atto il PD e il PDL e si dia voce ai cittadini come si fas in tutti i paesi democratici non capisco perchè solo in Italia le votazioni sono consi derati una iettura e dato che il PD ePDL non condividono l'azione del Governo perchè lo sostengono? hanno paura del responso delle urne

italo zamprotta

Lun, 25/06/2012 - 10:42

Che bluff lo Sviluppo: 80 miliardi di promesse senza un euro in cassa.In questo modo in Italia si diventa finanziere,banchiere e grande manager da tutti osannato,perchè reduce dal "risanamento" della Olivetti negi anni'90(da settembre 1992 a luglio 1996, periodo durante il quale l’azienda perde il primato quale azienda leader europea nel settore informatico).Alè!Può darsi che tanta scienza sarà prima o poi ancor più riconosciuta e ciompensata con un posto da primo ministro o da presidente della repubblica delle banane,

italo zamprotta

Lun, 25/06/2012 - 10:42

Che bluff lo Sviluppo: 80 miliardi di promesse senza un euro in cassa.In questo modo in Italia si diventa finanziere,banchiere e grande manager da tutti osannato,perchè reduce dal "risanamento" della Olivetti negi anni'90(da settembre 1992 a luglio 1996, periodo durante il quale l’azienda perde il primato quale azienda leader europea nel settore informatico).Alè!Può darsi che tanta scienza sarà prima o poi ancor più riconosciuta e ciompensata con un posto da primo ministro o da presidente della repubblica delle banane,

Ritratto di pedralb

pedralb

Lun, 25/06/2012 - 10:47

2 ALASTOR L'unico danno di Brunatta è stato quello di non licenziare almeno il 50% dei fancazzisti ed assenteisti dell' amministrazione statale. Comunque rido perchè quando saremo tutti nella mer*a saranno i primi a morire di fame!!!!!!!!!!!!!

Ritratto di pedralb

pedralb

Lun, 25/06/2012 - 10:47

2 ALASTOR L'unico danno di Brunatta è stato quello di non licenziare almeno il 50% dei fancazzisti ed assenteisti dell' amministrazione statale. Comunque rido perchè quando saremo tutti nella mer*a saranno i primi a morire di fame!!!!!!!!!!!!!

Ritratto di thewall

thewall

Lun, 25/06/2012 - 10:52

L'articolo parte già male... il governo Berlusconi non è caduto a causa di Tremonti, bensì a causa di una insistente immobilità del parlamento causata dalla mancanza di una maggioranza solida. La maggioranza ci sarebbe stata se non ci si fosse impuntati su riforme come la giustizia o le intercettazioni, leggi che facevano gola a Berlusconi per salvare la sua vita privata. Detto questo, ogni legge, decreto sviluppo compreso, ha bisogno di tempo per essere applicata e valutata. Il resto è un opinione personale di Brunetta... per cui vale molto poco.

Ritratto di thewall

thewall

Lun, 25/06/2012 - 10:52

L'articolo parte già male... il governo Berlusconi non è caduto a causa di Tremonti, bensì a causa di una insistente immobilità del parlamento causata dalla mancanza di una maggioranza solida. La maggioranza ci sarebbe stata se non ci si fosse impuntati su riforme come la giustizia o le intercettazioni, leggi che facevano gola a Berlusconi per salvare la sua vita privata. Detto questo, ogni legge, decreto sviluppo compreso, ha bisogno di tempo per essere applicata e valutata. Il resto è un opinione personale di Brunetta... per cui vale molto poco.

Roberto Casnati

Lun, 25/06/2012 - 10:57

E poi noi diciamo che la Grecia ha bluffato? Noi diciamo che è colpa della Merkel? Noi diciamo che è colpa della crisi mondiale? Anche uno studente liceale sa che chi non riconosce le proprie colpe ed i propri difetti non si correggerà mai, anzi proseguirà tronfio nell'errore che sistematicamente imputa ad altri! Come si fa a credere ad un Passera che non ha mai, dico MAI, lavorato un sol giorno in tutta la sua vita? Come possiamo credere ad un Passera che, all'inizio della sua avventura governativa, aveva promesso che avrebbe venduto i titoli della banca della quale era l'amministratore delegato, per non creare "conflitto d'interesse", e che ad oggi non solo non ha venduto, ma continua ad intascare bonus dalla stessa banca? S'accusava Berlusconi di far solo proclami, ma questi che fanno?

Roberto Casnati

Lun, 25/06/2012 - 10:57

E poi noi diciamo che la Grecia ha bluffato? Noi diciamo che è colpa della Merkel? Noi diciamo che è colpa della crisi mondiale? Anche uno studente liceale sa che chi non riconosce le proprie colpe ed i propri difetti non si correggerà mai, anzi proseguirà tronfio nell'errore che sistematicamente imputa ad altri! Come si fa a credere ad un Passera che non ha mai, dico MAI, lavorato un sol giorno in tutta la sua vita? Come possiamo credere ad un Passera che, all'inizio della sua avventura governativa, aveva promesso che avrebbe venduto i titoli della banca della quale era l'amministratore delegato, per non creare "conflitto d'interesse", e che ad oggi non solo non ha venduto, ma continua ad intascare bonus dalla stessa banca? S'accusava Berlusconi di far solo proclami, ma questi che fanno?

Renatino-DePedis

Lun, 25/06/2012 - 11:07

Brunetta chi? quello licenziato dal comune di Venezia per troppe assenze? "Il governo Berlusconi cadde lo scorso novembre sull’impossibilità (causa Tremonti) di mettere a punto un organico decreto sviluppo, già allora considerato fondamentale per l’economia italiana in tempo di crisi e di spread impazziti. " è pure un vigliacco, bacchetta Tremonti mezzo stampa. mi piacerebbe leggere le difesa dell'ex ministro dell'economia. ma si sa, brunetta ha un enorme ego, addirittura ha detto che sarebbe stato un candidato al premio nobel, ad insaputa del comitato per il premio nobel, ovviamente.

STRAZZACAPPA

Lun, 25/06/2012 - 11:13

Putroppo il PDL che fà?... critica,ma approva tutto.

Renatino-DePedis

Lun, 25/06/2012 - 11:07

Brunetta chi? quello licenziato dal comune di Venezia per troppe assenze? "Il governo Berlusconi cadde lo scorso novembre sull’impossibilità (causa Tremonti) di mettere a punto un organico decreto sviluppo, già allora considerato fondamentale per l’economia italiana in tempo di crisi e di spread impazziti. " è pure un vigliacco, bacchetta Tremonti mezzo stampa. mi piacerebbe leggere le difesa dell'ex ministro dell'economia. ma si sa, brunetta ha un enorme ego, addirittura ha detto che sarebbe stato un candidato al premio nobel, ad insaputa del comitato per il premio nobel, ovviamente.

giovanni.ceriana

Lun, 25/06/2012 - 11:17

Articoli come questo sono veramente ridicoli, specie poi se provengono da autori del calibro di Brunetta. Vorrei infatti ricordare a quest'ultimo che per ben tre anni il suo schieramento poilitico - per il quale peraltro io stesso ho votato - ha goduto in parlamento di ampia maggioranza: le aule, tuttavia, sono state sempre impegnate a votare provvedimenti ad personam (lodo alfano ecc.) senza che vedessero mai nemmeno l'ombra di un provvedimento contenente una delle tanto invocate riforme strutturali. D'altra parte, continuo a domandarmi perchè, se le proposte di riforma avanzate da questo esecrabile governo non piacciono veramente a nessuno (V. art. 18 ad es.), l'attuale abnorme maggioranza, la famosa ABC, continua ad approvarle. La risposta è molto semplice: fare cadere il governo Monti significherebbe la perdita delle poltrone per tanti parassiti che solo nella politica hanno avuto la possibilità di assicurarsi privilegi. Tengono famiglia, poverini!

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Lun, 25/06/2012 - 11:18

Mi viene da ridere quando sento parlare di Decreti Sviluppo, come se fosse possibile imporre lo "sviluppo" Sviluppo economico non si può ne imporre ne comprare con soldi. Fare entrare più soldi in Italia di quanti ne escano....come fare? Bisogna essere meglio degli altri e non dare loro la colpa. Ma come facciamo a concorrere con gli altri paesi quando il governo tartassa le aziende e tutta la popolazione fino alla morte? Possibile che c'è ancora chi crede ad un miglioramento senza una rivoluzione?

STRAZZACAPPA

Lun, 25/06/2012 - 11:13

Putroppo il PDL che fà?... critica,ma approva tutto.

giovanni.ceriana

Lun, 25/06/2012 - 11:17

Articoli come questo sono veramente ridicoli, specie poi se provengono da autori del calibro di Brunetta. Vorrei infatti ricordare a quest'ultimo che per ben tre anni il suo schieramento poilitico - per il quale peraltro io stesso ho votato - ha goduto in parlamento di ampia maggioranza: le aule, tuttavia, sono state sempre impegnate a votare provvedimenti ad personam (lodo alfano ecc.) senza che vedessero mai nemmeno l'ombra di un provvedimento contenente una delle tanto invocate riforme strutturali. D'altra parte, continuo a domandarmi perchè, se le proposte di riforma avanzate da questo esecrabile governo non piacciono veramente a nessuno (V. art. 18 ad es.), l'attuale abnorme maggioranza, la famosa ABC, continua ad approvarle. La risposta è molto semplice: fare cadere il governo Monti significherebbe la perdita delle poltrone per tanti parassiti che solo nella politica hanno avuto la possibilità di assicurarsi privilegi. Tengono famiglia, poverini!

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Lun, 25/06/2012 - 11:18

Mi viene da ridere quando sento parlare di Decreti Sviluppo, come se fosse possibile imporre lo "sviluppo" Sviluppo economico non si può ne imporre ne comprare con soldi. Fare entrare più soldi in Italia di quanti ne escano....come fare? Bisogna essere meglio degli altri e non dare loro la colpa. Ma come facciamo a concorrere con gli altri paesi quando il governo tartassa le aziende e tutta la popolazione fino alla morte? Possibile che c'è ancora chi crede ad un miglioramento senza una rivoluzione?

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 25/06/2012 - 15:25

che monti fosse un buffone lo sapevamo di gia ed altrettanto dicasi del suo governo presente ogni giorno sui giornali italiani con dichiaraziooni assurde e false solo in grado nella loro falsita di promuovere il bene della industria tedesca a discapito di quella italiana: e col terremoto?? guardate cosa hanno fatto! nulla nulla nmulla ed ancora nulla: dopo un mese all' aquila nel bene o nel male si lavorava a denti streii: qui ?? incredibiloe ma solo vento anche per le industrie locali: vorra dire che Monti cerchera di far produrre parmigiano reggiano dalle industrie tedesche e non è detto che presto sia in grado di vantarsi anche ti tale successo

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 25/06/2012 - 16:51

l' importante è predicare, per il resto ci penserànno i campionati di calcio a far dimenticare alla gentre le promesse fatte: soldi non ce ne sono per nessuno ad eccezione di quelli previsti per la spagna dove ci sono forti interessi tedeschi: ma qui da noi?? Monti ha detto no!

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 25/06/2012 - 17:01

ma chi se ne frega! l ' importante è che non si parli del debito publico tedesco! ha raggiunto i settemila miliardi?? si ma nessuno lo deve sapere: gli stessi bilamnci son stati gia controllati anche alla bocconi e non ostante i vistosi errori e le vistose omissioni, l' ordine impartito è categorico: i bilanci tedeschi sono stati falsificati in maniera impeccabile e pertanto sono da dichiararsi veri e reali sotto tutti gli aspetti: parola di Monti, di Papademps e di Catchinsky soci ed amici nella torre di babele per loro creata