Cina e Italia: nuove opportunità cooperative nello sviluppo agricolo

I due Paesi hanno rapporti sempre più stretti. Da molto tempo infatti i prodotti agricoli italiani rappresentano parte importante della merce importata dalla Cina

Attualmente, nel contesto di buona tendenza dello sviluppo delle relazioni di completo partenariato strategico, Cina e Italia stanno mostrando una forte complementarietà nello sviluppo agricolo, con ricchi risultati cooperativi in materia. Nel 2017, il valore totale del commercio bilaterale dei prodotti agroalimentari è di 12 miliardi di dollari, con un aumento del 53,5% rispetto al 2010, e si è registrata una crescita annua del 7,4%, nell’ambito della quale l’aumento dell’export dall’Italia verso la Cina ha toccato il 12%, superando di gran lunga quello dell’import dalla Cina.

Dal 25 al 26 gennaio 2019, il consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha compiuto una visita di Stato in Italia. Durante il suo viaggio, sulla base del Piano d’azione 2017-2010 Italia-Cina, le due parti hanno confermato di volere intensificare la collaborazione nel rilancio delle zone rurali, nelle tecnologie agricole e nelle norme sulla sanità degli animali, raggiungendo l’intesa di portare avanti la cooperazione tra gli istituti di ricerca in modo da offrire sostegno alle imprese di entrambe le parti. Inoltre, i due Paesi hanno acconsentito a promuovere i negoziati sui prodotti agroalimentari, approfondendo la cooperazione sulla sicurezza alimentare e sostenendo l’applicazione di uno standard elevato dell’igiene e della quarantena per gli animali nel commercio alimentare internazionale e dei rispettivi Paesi.

Nel frattempo, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali italiano Gian Marco Centinaio ha visitato la Cina e tenuto colloqui con i responsabili competenti del ministero cinese dell’Agricoltura e delle campagne sulla “Tutela dei consumatori e lo sviluppo sano dell’industria agro-alimentare” ed altri temi. Nel corso della sua missione il ministro Centinaio ha affermato che la Cina si sta impegnando per ampliare ulteriormente l’apertura verso l’estero, il che favorisce anche un sempre maggiore aumento delle richieste di cooperazione agricola con l’estero. Le diverse iniziative avviate, come ad esempio quella della Nuova Via della Seta, promuoveranno ulteriormente gli scambi sino-italiani nel settore agricolo, dove vi sono ampie prospettive di cooperazione bilaterale.

Da molto tempo i prodotti agricoli italiani rappresentano parte importante della merce importata dalla Cina, la qualità dei prodotti italiani è sempre stata riconosciuta dai consumatori cinesi e si può dire che il mercato cinese, sempre più aperto, stia attirando lo sguardo di un numero crescente di imprese agricole italiane. Alla prima edizione della China International Import Expo tenutasi l’anno scorso hanno preso parte molti esportatori italiani, con una copertura di tutta la catena produttiva agricola, e per l’occasione si è tenuta anche la prima edizione del Forum per la cooperazione agroalimentare Italia-Cina.

Durante il Forum, il direttore del Dipartimento per la cooperazione internazionale del ministero cinese dell’Agricoltura e delle Campagne, Sui Pengfei, ha osservato che la rapida crescita dell’export dei prodotti agricoli italiani verso la Cina deriva da due motivi: uno consiste nella perseveranza della Cina nell’apertura del suo mercato verso i prodotti agroalimentari mondiali, l’altro nell’eccellente qualità dei prodotti made-in-Italy, che corrisponde all’esigenza cinese dell’upgrading del consumo.

Secondo quanto appreso, i dipartimenti competenti italiani e cinesi hanno raggiunto un’intesa riguardo l’esportazione di agrumi, con la cerimonia di stipulazione dell’accordo che si terrà a breve in Italia. Inoltre, secondo quanto appreso dal ministro Centinaio, saranno firmati anche altri protocolli relativi all’esportazione di diversi tipi di prodotti agricoli italiani tipo le nocciole, erbe medicinali, carne di maiale e riso. I prodotti agro-alimentari italiani, che sono più diversificati e più sicuri, sono destinati ad arrivare sulla tavola dei consumatori cinesi. Nel frattempo, l’Italia istituirà un gruppo di lavoro speciale dedicato all’esportazione agricola, in modo da aiutare le imprese italiane a conoscere meglio e ad accedere al mercato cinese.

Inoltre, negli ultimi anni tra Italia e Cina si è formata un’ottima tradizione in termini di cooperazione nel settore della sicurezza alimentare. Basti pensare al dialogo sulla sicurezza alimentare sino-italiano, fino ad arrivare ai centri di ricerca congiunti creati da atenei italiani e cinesi.

Nel giugno 2015, presso la sede della Zhejiang University of Finance and Economics, situata a Hangzhou, è stato firmato l'accordo tra la stesso ateneo e l'Università di Pisa per l'istituzione di un centro di ricerca sino-italiano sulla supervisione della sicurezza alimentare. la Zhejiang University of Finance and Economics si colloca ai primi posti tra gli atenei cinesi nel campo della ricerca della supervisione della sicurezza alimentare, l'Università di Pisa vanta degli aspetti di eccellenza nel settore in Italia ed anche in tutta Europa e intrattiene da anni un'importante collaborazione con la Cina in questo ambito d'indagine, caratterizzata dal successo del progetto di un centro italo-cinese sulla sicurezza alimentare in cooperazione con l'Università del Guangxi. Pertanto, il nuovo centro è considerato un progetto di cooperazione tra due università di peso nella ricerca della supervisione della sicurezza alimentare.

Il centro, con sede presso la Zhejiang University of Finance and Economics, mira a portare avanti una formazione a 360 gradi di talenti nella supervisione della sicurezza alimentare, realizzare scambi di ricercatori, ricerche congiunte e creare un master specifico. Inoltre, le due istituzioni accademiche cureranno la formazione degli amministratori governativi e dei manager d'impresa, in modo da diffondere i risultati della ricerca e da rafforzare la supervisione delle autorità.

Il coordinatore della parte italiana e prorettore dell'Università di Pisa, Alessandra Guidi, ha osservato che la sicurezza alimentare rappresenta uno dei principali campi di cooperazione tra Cina e Italia. Negli ultimi anni, la Cina ha varato una nuova legge sulla sicurezza alimentare, a dimostrazione di un'attenzione sempre maggiore del governo cinese alla supervisione di questo aspetto e ciò ha creato anche nuove opportunità di collaborazione tra Cina e Italia.

Come affermato dal ministro Centinaio, garantire la sicurezza dei prodotti agricoli è la massima priorità: "Andando avanti lungo la strada che è stata intrapresa in passato, penso per esempio all’ottimo rapporto di collaborazione sull’olio, penso al fatto che sia l’Italia che la Cina abbiano come priorità la sicurezza dei consumatori e quindi produrre e proporre prodotti alimentari che siano di elevato standard qualitativo attraverso i centri di ricerca".

Inoltre, anche nell’ambito della tutela dell’ambiente agricolo, Italia e Cina hanno dimostrato enormi opportunità di cooperazione.

La Risonanza Magnetica Nucleare è oggi largamente impiegata in diversi campi e l'Italia, su questo piano, è assolutamente all’avanguardia nel mondo, grazie anche al lavoro svolto dal Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Risonanza Magnetica per l'Ambiente, l'Agro-Alimentare ed i Nuovi Materiali (CERMANU) dell'Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Grazie al suo modello innovativo di ricerca interdisciplinare, l'applicazione della NMR è riuscita a raggiungere nuovi traguardi in alcuni settori specifici, fornendo temi di grande rilievo alla cooperazione nel campo della ricerca scientifica tra università cinesi e università italiane. Attraverso una stretta collaborazione con questo Centro, la Cina è oggi alla ricerca di nuove soluzioni per risolvere i suoi problemi di carattere ambientale e alimentare.

La ricerca interdisciplinare condotta dal CERMANU è entrata nelle grazie della Cina. Essendo il più grande Paese in via di sviluppo e un grande Paese agricolo, la Cina si trova a dover affrontare diverse problematiche di carattere ambientale causate dalla rapida crescita economica. L'applicazione della tecnica di Risonanza Magnetica Nucleare può fornire, in tal senso, soluzioni efficaci per la protezione dell’ambiente. Il centro collabora da oltre dieci anni con diverse università cinesi, di cui le più rappresentative sono l’Università dell’Accademia delle Scienze cinese e l’Università Agraria di Nanchino, portando avanti molteplici progetti di ricerca congiuntI, grazie ai quali sono stati risolti una serie di problemi di carattere agrario nel territorio cinese. Questo tipo di cooperazione ha comportato anche uno scambio di docenti e studenti tra le due parti, che ha inoltre permesso, tra le altre cose, agli scienziati italiani coinvolti di conoscere le specificità dei suoli cinesi.

Quanto all'Università Agraria di Nanchino, il CERMANU vanta con essa una collaborazione quindicennale, con un’attività di ricerca incentrata sulla determinazione della composizione molecolare dell’humus nelle risaie cinesi. “Questa ricerca”, ci ha spiegato Pan Genxing – professore da lunga data di Scienze del Suolo presso l'Università Agraria di Nanchino, nonché coordinatore per la parte cinese dei progetti avviati con il centro - “ci ha consentito di analizzare in modo preciso la composizione molecolare della sostanza organica nei suoli cinesi sotto risaia". Grazie a indagini in loco, il direttore del centro, professor Alessandro Piccolo e il suo team di ricerca hanno acquisito una profonda conoscenza delle capacità di cattura e stoccaggio della CO2 nei suoli delle risaie cinesi. I risultati di questa ricerca congiunta mostrano che, rispetto ai terreni asciutti, le risaie emettono meno carbonio e sono in grado di scomporre e stabilizzare rapidamente l’humus nel terreno. Per un paese come la Cina, che sta compiendo numerosi sforzi per ridurre le emissioni di CO2, questa conclusione ha grande valore da un punto di vista scientifico. Grande attenzione è inoltre riservata ad un nuova tecnologia messa a punto dal CERMANU che permette la foto-polimerizzazione dell’humus nel suolo grazie a un catalizzatore ecocompatibile. Questa tecnologia consente la significativa fissazione nei suoli agrari da due a quattro tonnellate per ettaro per anno di carbonio organico, rappresentando una sostanziale innovazione rispetto ai soli metodi agronomici.

Nella collaborazione agricola, in generale, Italia e Cina hanno forte complementarietà, enormi opportunità e ampie prospettive cooperative. La Cina è ormai diventata il maggiore mercato di consumo dei prodotti agricoli e uno dei principali investitori agricoli all’estero, e si sta impegnando nella sua stretagia di “Rilancio delle zone rurali”, portando avanti la costruzione del progetto “One Belt & One Road” e le riforme strutturali agricole dal lato dell’offerta. Tutto ciò apporterà alla collaborazione agricola tra i due Paesi opportunità senza precedenti.

Commenti

DIAPASON

Sab, 02/02/2019 - 21:44

Negli anni novanta l’Italia esportava tecnologia in Cina poi improvvisamente siamo diventati importatori di tecnologia cinese succederà la stessa cosa in campo agricolo