La Cina trascina le Borse al ribasso

Shanghai ancora in rosso -8,48%. E Milano è la peggiore tra i listini europei (-2,97%), pesa anche la Grecia

Nuovo terremoto sul listino di Shanghai che ieri ha perso l'8,48%, la performance peggiore in una singola seduta degli ultimi otto anni. Il tonfo pone fine a un rally durato tre settimane e alimentato da provvedimenti governativi. A pesare sul tracollo dei listini cinesi i timori sull'economia e i dubbi sull'efficacia delle misure anti-bolla di Pechino dopo l'intervento della banca centrale. La debolezza del mercato asiatico ha trascinato al ribasso anche le Borse del vecchio continente, ancora alle prese con la questione greca.

Le trattative per chiudere i negoziati per la ristrutturazione del debito con Atene sono ancora in alto mare anche se l'Fmi ha chiesto che i negoziati siano rapidi e proficui. La Troika però, ossia i creditori della Grecia, starebbe pensando a nuove misure di restrizione della spesa come una ulteriore sforbiciata alle pensioni pari al 30%. Inoltre ad Atene la Borsa è sempre chiusa anche se potrebbe riaprire oggi ma con restrizioni per evitare vendite a pioggia e fuga dei capitali.

Il risultato è stato un ribasso generalizzato dei mercati europei con Milano a guidare questa triste classifica: -2,97%. Anche Francoforte però si è data da fare mettendo a segno un ribasso del 2,56%, come Parigi: -2,57%. Meglio ha fatto Londra con un -1,13%. Quanto a Shanghai la questione è particolare. La settimana scorsa infatti era risalita sopra quota 4mila punti facendo registrare la più lunga striscia di risultati positivi dal maggio scorso, prima dell'inizio della crisi dei mercati, che aveva portato a tremila miliardi di dollari di perdite. Gli investitori però non si fidano ancora. E quindi, secondo gli analisti, il crollo di ieri è da imputare proprio alla scarsità di fiducia nella tenuta dei corsi e anche alle prese di beneficio. Bisogna però tener presente che da gennaio Shanghai ha messo a segno un aumento del 150%. Il tracollo di ieri di molti titoli, che per regola non possono perdere più del 10% in una singola seduta, si è avuto dopo la pubblicazione del dato della produzione industriale cinese per il mese di giugno, che ha segnato un calo dello 0,3% su base annua, in controtendenza rispetto al dato di maggio che registrava un avanzamento dello 0,6% su base annua. A trainare il ribasso soprattutto i titoli del settore finanziario e dei metalli non ferrosi, scrive l'agenzia Xinhua.

La Consob cinese ha confermato gli sforzi per stabilizzare il mercato e il sentiment degli investitori. Tra l'altro non ha escluso poi che il mercato sia stato danneggiato da vendite allo scoperto. A questo fine investigherà e punirà severamente i colpevoli.

Tra le cattive notizie anche un prossimo aumento dei tassi di interesse negli Usa. La Fed potrebbe segnalarlo già domani, al termine della due giorni di riunione che si apre oggi. La ripresa americana si è rafforzata e anche se l'apprezzamento del dollaro pone dei rischi, i pericoli dall'estero, soprattutto la Grecia, sembrano essere diminuiti le chance di un aumento dei tassi a settembre sono, secondo gli analisti, del 50%.

Quanto all'Italia da segnalare anche la leggera salita dello spread a 120 punti base. Da segnalare che quello della Grecia è a 1.061. In ribasso anche il petrolio a 47 dollari al barile.