Cinque miliardi per far rinascere Alfa SI VOLTA PAGINA

Sette milioni di veicoli (joint venture incluse): è l'obiettivo che Sergio Marchionne, ad di Fiat Chrysler Automobiles, si è posto a conclusione del piano industriale illustrato ieri nella sede americana del gruppo ad Auburn Hills. Jeep, soprattutto in Asia, insieme ad Alfa, saranno il motore dell'ambiziosa crescita della nuova realtà nel mondo. Pullover nero d'ordinanza e con al polso un orologio Shinola «made in Detroit», Marchionne ha lasciato alla sua prima linea il compito di illustrare, marchio per marchio, i piani di sviluppo del gruppo lasciando alla fine della lunghissima presentazione, a tarda sera in Italia, ogni riferimento su come gestirà il debito nella nuova fase di investimenti (55 miliardi in 5 anni). Ecco perché il titolo Fiat, nonostante gli annunci sui nuovi modelli, ha chiuso in calo (-1,2%) a 8,47 euro.
«Questo è un piano coraggioso - ha aperto la giornata Marchionne - che rompe con il passato. E rappresenta il diretto risultato della nostra capacità di agire come una società unica». Il numero uno di Fca si è inoltre detto «ambizioso» perché «non vale la pena essere mediocri». «Oggi - ha aggiunto - è il primo giorno di una nuova vita per Fiat e Chrysler, che negli ultimi cinque anni hanno imparato ad avere fiducia l'una nell'altra. Il nostro team è andato all'inferno ed è riuscito a uscirne». Attesissima la relazione di Harald Wester, l'ingegnere tedesco al vertice di Alfa Romeo e Maserati. Per il Biscione, la cui produzione sarà esclusivamente in Italia, sono previsti investimenti per 5 miliardi e il lancio, entro il 2018, di otto nuovi modelli. L'obiettivo è di toccare quota 400mila unità (+440%). Nel quarto trimestre del 2015 inizierà la produzione di un nuovo modello mid-size, nei tre anni successivi due compatte, un'ulteriore mid-size, una full-size, due Suv e una nuova specialty (una spider) in aggiunta alla 4C già in produzione. A braccetto di Alfa c'è Maserati, che salirà a 75mila unità, con il lancio di due nuovi modelli, il Suv Levante e l'Alfieri coupé, per un investimento complessivo di 2 miliardi. I ricavi dovrebbero salire da 1,7 a 6 miliardi (Ros del 10,3%). La gamma si dovrebbe quindi arricchire di due altri assi: Alfieri Cabrio e nuova Granturismo. Assente Luca di Montezemolo, che però ha partecipato al cda sulla trimestrale, è toccato a Marchionne («Luca ha fatto un eccezionale lavoro») parlare di Ferrari. L'ad di Fca ha ribadito che il Cavallino «non è in vendita», mettendo così a tacere voci secondo cui sarebbe stata possibile un'Ipo. «Se qualcuno di voi ha sogni fantastici di piazzare Ferrari nelle giuste mani, non ho bisogno del vostro aiuto», ha osservato Marchionne, ricordando che i broker stimano per il marchio una valutazione media di 4,3 miliardi. Le stime vedono i margini di Ferrari superare il 15% entro il 2018. Per l'altro marchio di peso del gruppo, cioè Jeep, che sarà molto focalizzato sull'Asia, l'obiettivo è di 1,9 milioni di veicoli. Il brand conterà su nuovi modelli e rivisitazioni. A partire da quest'anno sarà in vendita il Renegade, prodotto a Melfi, mentre Patriot e Compass saranno sostituite nel 2016 da un «C Suv». Nel 2017 restyling di Wrangler, rivisitazione di Grand Cherokee e lancio, l'anno dopo, di un Grand Wagoneer. Per il marchio Fiat sono previsti 8 nuovi modelli nell'area Emea, inclusa una nuova Panda che uscirà nel 2018. A fine 2014, ancora da Melfi, ecco la 500X, mentre nel 2015 saranno disponibili una berlina compatta e una specialty (spider su base Mazda). Nel 2016 arriveranno una compatta «hatch», una compatta wagon e un modello per il segmento B. Nel 2017 ci sarà invece un cross utility vehicle (Cuv). Altri otto modelli riguarderanno l'America Latina. Al 2018 i risparmi del gruppo legati alle sinergie saranno pari a 1,5 miliardi. Nel 2018, infine, il 95% dei volumi totali deriverà da 9 diverse famiglie di piattaforme al posto delle 12 del 2013.