Il cioccolato Peyrano fa crac. Addio a un altro marchio storico

Il gruppo cede sotto 5 milioni di debiti. Occhi sull'asta

Va in crisi la fabbrica del cioccolato. Dopo la chiusura di Pernigotti fallisce anche Peyrano, altra storica attività che ha portato Torino ai vertici della produzione cioccolattiera italiana grazie allo storico laboratorio di corso Moncalieri. Già nello scorso maggio una parte degli spazi, appartenenti al Cottolengo, era stata sigillata per il mancato pagamento dell'affitto. E sette dei dieci dipendenti si erano dimessi.

In questo modo, proprio a causa del mancato pagamento degli stipendi hanno potuto accedere all'indennità di disoccupazione, e avere dunque un sostegno al reddito.

Giorgio e Bruna Peyrano eredi dello storico marchio non sono riusciti ad invertire la tendenza negativa degli ultimi anni, arrivando a sommare debiti per 5 milioni di euro. Così è arrivata la dichiarazione di fallimento per Jacopey Cioccolato, ossia il nome dato alla società con la quale i Peyrano avevano rilevato il marchio dall'imprenditore Maione che se l'era aggiudicato nel 2006, quando l'azienda fondata più di cento anni fa cominciò a scricchiolare. La strada evidentemente era segnata. Il curatore fallimentare è già al lavoro per mettere insieme l'elenco dei creditori. Bocciata anche l'ipotesi di proseguire con il concordato preventivo, dopo alcuni mesi che non hanno portato i risultati sperati e neanche il pagamento degli stipendi degli ultimi tre lavoratori che speravano in un compratore dell'ultima ora per salvare l'azienda. Le parti saranno convocate l'11 maggio. E come a Novi per Pernigotti anche qui l'ultima battaglia sarà per il marchio: il pezzo di maggior valore da mettere all'asta.

Commenti

Michele Calò

Sab, 09/02/2019 - 10:02

Dispiace che un altro marchio storico della eccellenza italiana sia in crisi e rischi di essere preda dello straniero. Ma i lamenti sono inutili quando devi misurarti con un mercato aggressivo avendo una palla al piede come lo Stato mafioso che ti rapina il 50% dei tuoi ricavi tra tasse e contributi esosi senza mai restituirti nulla. Chissa' perchè in altri paesi con un fisco meno rapinatore ed uno Stato meno invasivo le imprese prosperano invece di fallire!

Marguerite

Dom, 10/02/2019 - 09:16

Eppure....voi che sostenete i Gilets Jaunes....sappiate che gli ultra sinistra Gilets Jaunes in Francia,,,,vogliono che le imprese paghino molto più tasse....per quello che rompono e svaligiano i negozi mandando cocktail molotov contro le macchine di lusso, i negozi, la Polizia ecc. e il Governo Italiano cxxxxxo che li sostiene.....aspettate che vengano a mettere zizzania in Italia,,,.vecrem come continuerete a sostenerli i sfaticati , alcolizzati, drogati ....che non sanno fare altro che danneggiare pe via della gelosia....

BOSS

Lun, 11/02/2019 - 20:04

Ora con il nuovo codice della strada si vuole imporre ai motociclisti un abbigliamento conforme alle decisioni dello stato padrone ....vuoi vedere che da li a poco qualche casa motociclistica ITALIANA chiuderà x il capriccio di qualche politico amico delle case d'abbigliamento motocilclistico....