Cioli alza gli obiettivi del piano di Rcs

La società non esprime valutazioni sull'offerta di Cairo. Che da ieri è all'esame della Consob

Maddalena Camera

«Prematura la valutazione del riassetto azionario di Rcs proposto da Urbano Cairo». Lo ha spiegato il presidente della società, Maurizio Costa, ieri, in occasione dell'assemblea dei soci.

Nessuna valutazione dunque da parte del cda anche perché, ha precisato l'ad Laura Cioli «bisogna attendere i tempi tecnici richiesti per la fairness opinion». Ieri è stato depositato il prospetto e ora Consob ha fino a 30 giorni per l'approvazione, poi Rcs ne avrà altri 5 per decidere. L'auspicio espresso è, comunque, quello che l'operazione non finisca per interferire nel processo di rinegoziazione del debito da 423,6 milioni che Rcs ha contratto con Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Bnl, Unicredit e Mediobanca. «Abbiamo massima fiducia nello nostre banche finanziatrici», aggiunge Costa ricordando che il cda «ha immediatamente segnalato alla Consob la peculiarità di una delle condizioni dell'offerta Cairo, e in particolare quella relativa agli impegni richiesti dall'offerente alle banche». Nella fattispecie, il riferimento è al congelamento del debito fino al 2017 ma anche al ruolo specifico di uno degli istituti di credito finanziatori, ossia Intesa.

L'istituto è infatti non solo creditore ma anche azionista di Rcs e advisor dell'operazione Cairo tramite Banca Imi. Sul fronte del debito comunque «non c'è una scadenza tecnica di fine aprile- ha aggiunto Cioli - stiamo procedendo con le negoziazioni». Al netto del futuro assetto dell'azionariato e del nodo del debito, quello che i vertici aziendali hanno tenuto a sottolineare è il «cambio di passo» segnato dal primo trimestre del 2016. Ai soci, Costa ha parlato di «ottime performance, nettamente migliori di quelle che avevamo previsto per il primo periodo di esecuzione del piano». Laura Cioli è andata anche oltre, assicurando che Rcs è in grado di battere gli obiettivi del piano industriale, creando così valore per la società.

I dati preliminari hanno evidenziato ricavi a +2% e un ebitda negativo per 3,4 milioni, ma in miglioramento di 12 milioni sul primo trimestre 2015 per effetto della riduzione dei costi. Cifre alle quali Cioli ha aggiunto «oltre 30mila» utenti che hanno aderito al paywall del Corriere, cioè il sistema di accesso a pagamento ai contenuti online lanciato a fine gennaio. L'ad ha anche spiegato che «Rcs non ha bisogno di aggregazioni, ha un piano e una prospettiva che possono essere stand alone. C'è tempo per ogni cosa, ora è necessario consolidare la situazione. Se ci saranno opportunità che creano valore per gli azionisti valuteremo, ora non siamo in questa fase».

Con Cairo sia il presidente Costa che l'ad non hanno avuto contatti ma solo una telefonata di cortesia il giorno del lancio dell'Ops. Ieri in Borsa Rcs ha perso il 2,26%; in flessione anche Cairo Communication (-0,69 per cento).