Cipro chiede uno sconto sull'austerity

Un colpo al cerchio, uno alla botte. Il governo di Cipro ha assicurato che non intende rinegoziare i termini del piano di salvataggio di cui l'isola ha beneficiato. Una apparente marcia indietro rispetto alle affermazioni che il presidente Nicos Anastasiades aveva inserito in una lettera indirizzata a Ue e Fmi e i cui contenuti sono trapelati nelle ultime ore. Nel correggere il tiro, ieri il portavoce del governo Christos Stylianides ha però eloquentemente parlato di «difficoltà pratiche» ad attuare gli accordi presi.
Insomma, Nicosia sembra puntare a qualche tipo di sconto sulle misure concordate solo pochi mesi fa. Nella lettera, Anastasiades sostiene che la ristrutturazione delle due maggiori banche del Paese (con il famigerato prelievo forzoso sui conti superiori ai 100mila euro) è stata effettuata in maniera avventata. «L'economia è precipitata in recessione, portando a un ulteriore aumento della disoccupazione e rendendo più difficile il risanamento», ha scritto il presidente. Poi Stylianides è intervenuto smentendo questo scenario. «Per il governo non è questione di rivedere il memorandum - ha detto il portavoce - ma cercare soluzioni condivise con i nostri partner, in seno alle istituzioni europee».
Le prime reazioni giunte dall'Ue non sono apparse così negative. Fonti Ue hanno subito precisato di non attendersi «grandi cambiamenti» sul programma previsto per Cipro all'Eurogruppo dei ministri delle Finanze che si svolgerà oggi. Una risposta che non implica un no drastico. Del resto, concessioni sono state ampiamente fatte per la vicina Grecia.