Club Med, il prezzo sale E Bonomi pensa al rilancio

I cinesi arrivano alla terza offerta con 23,5 euro ad azione. Il valore del gruppo a 930 milioni

Di rilancio in rilancio ora l'offerta per Club Mediterranèe è arrivata a 930 milioni di euro. In pratica 150 in più rispetto alla valutazione iniziale. L'ultima mossa è quella dei cinesi di Fosum che hanno aumentato di 50 centesimi per azione l'offerta della Global Resort, salita al 18,9% del capitale e dunque primo socio, guidata da Andrea Bonomi che, a inizio novembre, aveva già migliorato quella presentata dal gruppo asiatico.

Fosun ha alzato l'offerta per Club Med a 23,50 euro per azione. I cinesi non sono però soli. Si sono alleati con il brasiliano Nelson Tanurem che prenderà fino al 20% del veicolo Gaillon Invest II, che è, nello specifico, la società ha fatto l'offerta. Mentre i francesi di Ardian (ex-Axa private equity), alleata di Fosun sin dall'Opa iniziale del maggio 2013, restano nel consorzio con una quota simbolica. Il mercato comunque si aspettava un rilancio più sostenuto mentre quello fatto, da 0,5 euro per azione, è solo marginalmente superiore all'aumento minimo del 2% richiesto dalla normativa francese per considerare valido il rincaro di un'Opa. L'arrivo di Tanure non è una sorpresa. Il brasiliano già il mese scorso si era detto disposto ad investire 90 milioni di dollari nell'operazione.

Quanto a Club Med, l'oggetto delle lunghissima contesa, è reduce da un anno ancora in perdita. Venerdì scorso sono stati pubblicati i conti annuali che si chiudono con un rosso di 9 milioni di euro. E anche il fatturato è in flessione: -1,9% a 1,38 miliardi, mentre il fatturato dei soli villaggi scende a 1,37 miliardi (-0,2%). Stabile invece il margine operativo a 118 milioni. Certo, nell'anno appena chiuso, sono stati fatti interventi strutturali importanti, chiudendo o cedendo i villaggi in perdita, ma il business resta debole e attende un rilancio. Proprio quello che voleva fare Bonomi che ora però sarà costretto a fare una nuova offerta migliorativa. Il finanziere italiano, che già l'11 dicembre scorso, chiamando in aiuto il fondo Kkr, aveva messo sul piatto 879 milioni di euro per il gruppo francese, ha tempo fino al 17 dicembre per preparare una controfferta. Secondo il portavoce di InvestIndustrial «esamineremo approfonditamente il da farsi alla luce della nuova offerta». Comunque ci sarebbero i tempi per il rilancio. Il condizionale è d'obbligo anche perché il presidente e ad di Club Med, Henri Giscard d'Estaing, che ha promesso di riportare all'utile la società nel 2015, è schierato dalla parte dei cinesi. Se vincesse Bonomi, invece, dovrebbe lasciare il vertice della società. Il finanziare in compenso ha dalla sua i sindacati francesi che lo preferirebbero rispetto al fondo cinese.

Intanto ieri in Borsa il titolo Club Med si è già portato a 24 euro ad azione sulla scia delle previsioni di nuovi rialzi del prezzo dell'Opa. Il dossier Club Med è comunque il più lungo nella storia delle Opa alla borsa di Parigi: la prima offerta fu presentata nel maggio del 2013.