il commento 2 Detroit e Torino 10 anni dopo

Corsi e ricorsi. È proprio il caso di Fiat. Che entro il 20 gennaio dovrà chiudere l'operazione che la porterà al 100% di Chrysler. Esattamente 10 anni dopo un'altra storica seconda decade «gennarina»: il 24 gennaio 2004 era la data fissata dall'Avvocato Agnelli per la cessione di Fiat a General Motors. Così si era deciso tra Milano e Detroit nel marzo del 2000, quando il presidente del Lingotto Paolo Fresco e quello di Gm, Rick Wagoner, si accordarono per cedere il 20% di Fiat Auto contro il 5,15% di Gm, con il diritto di opzione (put) a favore del gruppo torinese per vendere il restante 80% a partire dal 24 gennaio 2004. In seguito le cose andarono in maniera differente. Fiat iniziò a precipitare nella crisi più nera e Gm, già dal 2003, cominciò a nicchiare. La data del «put» slittò di un anno e la partita finì nelle mani di Sergio Marchionne, sbarcato al Lingotto nel giugno 2004. Il «put» fu il suo primo banco di prova. E con un gran bluff Marchionne dichiarò che gli accordi erano quelli, anche a costo di far decidere il tutto da un arbitrato. In realtà aveva capito che Gm avrebbe fatto di tutto per non comprarsi la Fiat. Così fu: piuttosto che accettare il «put», Wagoner lo comprò, versando a Marchionne oltre 1,5 miliardi di euro per uscire dalla Fiat. Quindi oggi Fiat compra Chrysler proprio 10 anni dopo la data prevista per cedere la stessa Fiat a General Motors. Corsi, ricorsi e un paio di considerazioni: la prima è sul lavoro di Marchionne: la Fiat italiana bruciava miliardi di cassa 10 anni fa e continua a bruciarli oggi. Ma l'ad del Lingotto ha invertito del tutto il senso di un'alleanza americana: da Detroit che nel 2004 doveva mangiarsi Torino, a Torino che 10 anni dopo si prende Detroit. La seconda riguarda il futuro trasferimento della sede Fiat in Usa: è nelle cose. Ma a decidere sarà l'ad della Fiat. Non quello di General Motors. Come avrebbe dovuto essere già da 10 anni.