Concorrenti sul piede di guerra: ipotesi ricorso per aiuti di Stato

Nel mirino il tasso di interesse applicato, troppo basso. E i piloti vogliono l'azione di responsabilità contro gli ex vertici

Sofia Fraschini

Inizia in salita il primo giorno di lavoro per i commissari di Alitalia. Sulla compagnia aerea, a 24 ore dall'avvio dell'amministrazione straordinaria, si staglia l'ombra dei ricorsi a Bruxelles e quella delle azioni di responsabilità contro gli ex vertici. Secondo indiscrezioni, sembra infatti che una o più compagnie aeree europee concorrenti stiano valutando la possibilità di presentare un esposto in Commissione contro il prestito ponte concesso ad Alitalia.

Al momento non si hanno conferme da Bruxelles, ma l'ipotesi potrebbe realizzarsi a giorni e «l'appiglio - riferisce una fonte - sarebbe il tasso di interesse fissato per il prestito (10%), considerato non in linea ai prezzi di mercato per una realtà sull'orlo del fallimento». Come se non bastasse l'Anp (il sindacato piloti) ha invocato l'azione di responsabilità verso gli ex manager dell'azienda e il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda ha chiarito che «i commissari adotteranno ogni iniziativa eventualmente necessaria con riferimento al tema della responsabilità degli organi sociali» Alitalia e di chi «l'ha lasciata gestire da Abu Dhabi, un gravissimo errore». Il governo, ha aggiunto Calenda «ha escluso la nazionalizzazione» perché i cittadini hanno già pagato «8 miliardi».

I commissari si muovono ora secondo una sorta di «sky map»: entro 15 giorni pubblicizzeranno un invito per la raccolta delle manifestazioni d'interesse. A loro spetta anche la predisposizione del piano di taglio dei costi: sul fronte del lavoro qualcosa di più chiaro si saprà la prossima settimana, quando è in agenda un vertice con i sindacati, mentre per la parte industriale si inizierà sulla falsariga del piano bocciato dai dipendenti in sede di referendum, ovvero con la rinegoziazione dei contratti di leasing e con i fornitori.

L'obiettivo resta la vendita, ma il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha ribadito che si punta a «un compratore che mantenga il valore dell'azienda il più possibile intatto, l'azienda unita e non l'azienda spezzettata». I commissari sanno però che hanno anche la responsabilità di restituire il maxi prestito da 600 milioni entro sei mesi dall'erogazione, in pre-deduzione, con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura.

Le offerte per Alitalia saranno quindi considerate proprio a partire da questo punto e dovranno essere tali da coprire in primis il prestito statale. Un dettaglio che rende ancora più difficile la ricerca di soluzioni industriali. Intanto ieri, il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro ha detto che «considera finito il suo compito di azionista e annuncia che finanzierà solo piani industriali sostenibili». Ca de' Sass, insieme a Unicredit, è il principale socio della compagnia aerea nel consorzio Cai (51%). In capo a Intesa pende un credito verso Alitalia di circa 300 milioni mentre quello di Unicredit è di 500 milioni.