Consob attacca su Camfin: "Il prezzo dell'Opa va alzato"

La Commissione proroga l'offerta di due settimane. Passa la tesi dell'intesa occulta con i Malacalza. Ma Lauro 61 ricorre al Tar

Doccia fredda per Marco Tronchetti Provera e gli altri soci di Lauro 61 (Clessidra, Unicredit e Intesa). Alla vigilia della conclusione dell'Opa su Camfin, la Consob ha deciso - per la prima volta da quando nel 2007 è entrata in vigore la nuova direttiva Ue - di avviare le procedure per l'eventuale aumento di offerta, deliberandone una sua proroga. L'estensione sarà di due settimane e, quindi, la conclusione delle operazioni slitterà al 27 settembre.
Nella tarda serata di ieri Lauro 61 ha replicato preannunciando ricorso al Tar «contro la decisione della Consob e contro ogni altra decisione connessa e conseguente» esprimendo «disappunto» per la diffusione a mercati aperti del provvedimento in assenza di qualunque indicazione sulle motivazioni. Lo scopo è bloccare il prezzo, gli 0,8 euro pagati ufficialmente alla famiglia Malacalza.

Ed è proprio il gruppo genovese a rappresentare il fulcro dell'attività investigativa dell'Authority guidata da Giuseppe Vegas. Secondo le evidenze documentali - raccolte non solo negli uffici del gruppo che fa capo al patron di Pirelli, ma anche in quelle degli altri soci del veicolo - si sarebbe determinato in qualche modo un accordo occulto. In particolare, secondo quanto si apprende, il prezzo pagato per l'uscita da Camfin sarebbe più alto di quello comunicato al mercato in quanto i Malacalza avrebbero beneficiato di condizioni “di favore“ per acquisire il 7% circa di Pirelli dai pattisti uscenti Allianz e Fonsai.

La comunicazione ha fatto impennare le quotazioni di Camfin che ha chiuso in rialzo dell'8,02% a 0,869 euro. Hanno avuto buon gioco coloro che in questi ultimi giorni hanno comprato le azioni scommettendo sul rialzo del prezzo, come il fondo hedge Antares, salito di recente al 2,3 per cento.
Per la rideterminazione del prezzo, infatti, non si terrà conto delle quotazioni di mercato, ormai influenzate dall'Opa, bensì del presunto beneficio che i Malacalza avrebbero ottenuto comprando «a sconto» i titoli Pirelli reinvestendovi i 160 milioni ottenuti cedendo la quota Camfin. Si tratterebbe di circa 0,17 euro per azione, risultato cui si giunge dividendo il 12,5% di sconto sul prezzo di acquisto dei titoli della Pirelli (comprati a 7,8 euro anziché a 8,915 euro di quotazione di inizio giugno) per i circa 200 milioni di azioni Camfin cedute.

Al momento, dunque, non sembrerebbero aver prevalso le argomentazioni difensive di Lauro 61 e di Marco Tronchetti Provera in particolare. L'argomento fondante è la completa separatezza tra le due operazioni. Al piano inferiore i Malacalza hanno accettato di uscire a 0,8 euro, reinvestendo a quello inferiore nel quale i pattisti Allianz e Fonsai non potevano essere «coartati da terzi» a vendere a un unico soggetto le proprie azioni. La procedura di collocamento stessa, inoltre, sarebbe alla base dello sconto. Marco Tronchetti Provera, comunque, non mollerà.