Consob convoca Della Valle per Rcs

La Commissione vuole chiarimenti sulle esternazioni di Mr Tod's. E alla Fiat chiede perché la quota è strategica

La Consob alza la voce. Le ultime danze sul riassetto azionario del Corriere della Sera non sono garbate a Giuseppe Vegas. Così ieri il presidente della Commissione ha convocato per i prossimi giorni Diego Della Valle. Mentre alla Fiat ha chiesto delucidazioni. Da Della Valle la Consob vuole avere chiarimenti sulle reali intenzioni nel capitale di Rcs. Perché per Consob è strano che giovedì Mr Tod's si dica pronto a salire anche fino e oltre il 20%, mentre poi lunedì, scrive al presidente della Repubblica per proporre a tutti i grandi soci, quindi anche a se stesso, di fare un passo indietro. Quale dei due messaggi va preso in considerazione, dice Vegas, il primo o il secondo? In altri termini la Consob chiede chiarezza al mercato in un punto dove, probabilmente, non si può farla: Della Valle fa da tempo capire che per il futuro di Rcs (di cui ha l'8,8%) vorrebbe un azionariato il più diffuso possibile. Ma oggi questo sarebbe possibile solo con lo scioglimento anticipato del patto di sindacato. E nessuno può garantire nulla senza il rischio di doverne poi risponderne alla Consob. Non a caso sul tema ha detto qualcosa anche Gianni Bazoli, presidente di Intesa e padre nobile del «Corriere»: «In dichiarazioni di pochi giorni fa Della Valle auspicava un azionariato a 5. La sua posizione è cambiata? Chi dovrebbe essere il nuovo azionista?» si chiede Bazoli.

Per quanto riguarda la Fiat, Consob vuole che Marchionne spieghi al mercato (ai sensi dell'art 114 del Tuf) una cosa semplice: perché la quota Rcs è considerata «strategica» per il Lingotto (come Marchionne ha detto lunedì)? In effetti su questo si è sempre saputo poco. Cosa c'entra una fabbrica di auto con la carta stampata? E con il primo quotidiano del Paese? Una quota storica ora è stata addirittura raddoppiata, e Fiat è divenuta il primo socio del Corriere. Perché? Una risposta servirebbe anche per sgombrare il terreno dal sospetto che a una grande azienda nazionale non dispiaccia poter influenzare la linea editoriale del quotidiano più importante del Paese. Mentre per ora l'unica spiegazione che Marchionne ha voluto dare è che «noi abbiamo sempre avuto interessi in Rcs. Si tratta di proteggere qualcosa che è stato nel gruppo da anni».
Il tutto alla vigilia dell'asta dei diritti rimasti inoptati per rilevare una quota di circa l'11% del nuovo capitale (post aumento): oggi tra le 8 e le 9, prima dell'apertura della Borsa, Rcs metterà in asta le opzioni che danno il diritto a sottoscivere tre titoli a 1,235 euro l'uno, quando in Borsa le azioni ieri si scambiavano a 1,338.
Infine va registrata la risposta di Napolitano a Della Valle, che gli aveva chiesto di far «sentire la sua voce» essendo a rischio «la libertà d'opinione». Il Presidente ha risposto sollecitando «lungimiranza» da parte di tutte «le forze rappresentative del Paese», ma aggiungendo anche che non è di competenza del Quirinale formulare giudizi sulle decisioni di «soggetti economici e imprenditoriali». E Mr Tod's in serata ha ringraziato.

Commenti

elalca

Mer, 10/07/2013 - 08:58

basta dare visibilità a questo ciabattino. smettetela, è solo un "paria" e come tale va trattato. indifferenza assoluta