Consob «entra» al Sole con un blitz della Finanza

Ispezionata la sede per fare chiarezza sui conti L'ad Del Torchio resta fuori dalla lista per il cda

Marcello Zacché

Giornata intensa, ieri, al Sole24Ore. Prima la visita della Guardia di Finanza nel quartier generale del gruppo e poi, in serata, l'annuncio della lista stilata da Confindustria per il cda in cui non compare il nome dell'attuale ad Gabriele Del Torchio, evidentemente «fatto fuori» dal presidente Vincenzo Boccia.

La crisi del quotidiano degli industriali fa un salto in avanti, almeno dal lato della sua «drammaticità». È accaduto ieri con l'arrivo delle Fiamme Gialle nella sede milanese di via Monterosa. Un vero e proprio blitz, ordinato dalla Consob non dalla Procura - ed eseguito agli ordini degli ispettori che, in base al protocollo siglato con l'Arma, possono chiedere di essere affiancati dal Nucleo Valutario della Gdf per amplificare l'effetto sorpresa con la massima forza investigativa. Il blitz si inserisce nell'ambito della procedura già aperta dopo che in Consob sono arrivati, a partire da giugno, diversi esposti da parte di Adusbef e di altri soci e giornalisti del gruppo, che ipotizzano vari reati: dal falso in bilancio, alle false comunicazioni sociali, al market abuse. Tali esposti avevano generato, oltre a una serie di audizioni (ex e attuali top manager e il vicepresidente Luigi Abete) una fitta interlocuzione «cartolare» tra Commissione e società che però non è stata ritenuta soddisfacente. Di qui la decisione del blitz, mirato a raccogliere tutte le carte necessarie. Va comunque detto che ci troviamo sempre nell'ambito dell'articolo 115 del Tuf, la richiesta di informazioni: la presenza della Gdf è sì un salto di qualità dell'ispezione, ma non implica l'apertura di un dossier sanzionatorio né l'invio degli atti alla Procura di Milano. Questa, peraltro, sta a sua volta lavorando sul Sole a livello preliminare, avendo affidato un dossier al pm De Pasquale. Su cosa sono concentrati alla Consob? Difficile saperlo. Dagli esposti si può ricavare di tutto: dal sospetto delle vendite gonfiate, ad alcune operazioni societarie, fino alle fatturazioni pubblicitarie.

Al Sole ieri hanno ribadito «massima trasparenza, massima tranquillità, massima collaborazione, siamo un libro aperto». Mentre con altri toni hanno parlato i giornalisti del quotidiano: «Questa non è una giornata felice nella storia del Sole 24 Ore; l'ennesima, verrebbe da dire, in questi ultimi tempi». La redazione è tornata poi a ribadire «l'assoluta necessità e urgenza di scelte di altissimo profilo, in totale discontinuità con il passato».

Ieri sera però Confindustria ha depositato la lista per il rinnovo del cda e tra i nomi Del Torchio non c'è. L'elenco è infatti composto da Giorgio Fossa, indicato anche come candidato presidente; Luigi Gubitosi, Patrizia Micucci e Livia Salvini in qualità di amministratori indipendenti; Giuseppina Mengano Amarelli; Marcella Panucci; Massimo Tononi (presidente dimissionario del Monte dei Paschi); Luigi Abete; Edoardo Garrone; Carlo Robiglio; Francesca Di Girolamo. Come era già successo nel caso della nomina del board precedente, anche in questo caso il nome dell'amministratore delegato non è stato indicato. Boccia dunque si è preso altro tempo per decidere e intanto non è chiaro se il divorzio con Del Torchio è stato consensuale o se invece il manager artefice della clamorosa pulizia di bilancio emersa nell'ultima semestrale (con 50 milioni di perdite, il patrimonio ridotto all'osso e la richiesta urgente di aumento di capitale per evitare di portare i libri in Tribunale) lascia in guerra con Confindustria aprendo la strada a una possibile battaglia legale.

Sta di fatto che i nomi usciti ieri sera - da quello di Abete (in cda da qualche lustro), al dg di Confindustria Marcella Panucci (che rappresentava l'azionista nel precedente cda), allo stesso presidente in pectore Giorgio Fossa - non paiono segnali di discontinuità. E completa il quadro il direttore Roberto Napoletano, fresco di riconferma confindustriale.