«Contratto Marchionne» anche in Usa

L'ad del Lingotto salta il Salone di Francoforte e resta a Detroit per chiudere con i metalmeccanici

Francoforte I giornali americani non ci avrebbero scommesso un cent, ritenendo favorite General Motors e Ford. Eppure, con sorpresa di tutti, il sindacato Uaw ha scelto Fca come società leader fra le tre big dell'auto Usa nel negoziato finale per il rinnovo del contratto che scadeva ieri alle 23,59 ora Usa . Sta di fatto che l'ad di Fca, Sergio Marchionne, salta per la seconda volta consecutiva (la prima nel 2013 nel periodo caldo della trattativa con Veba per la scalata a Chrysler) il Salone di Francoforte che aprirà giovedì al pubblico con l'attesa première della nuova Alfa Romeo Giulia.

Annullati, dunque, i due incontri con i media, il primo come responsabile di Fca e il secondo come presidente di Ferrari («quotazione nella seconda metà di ottobre», ha ribadito il presidente di Fca, John Elkann). Marchionne resta a Detroit per affrontare con Dennis Williams, capo di Uaw, il delicato rinnovo contrattuale. In caso di accordo, Gm e Ford si adeguerebbero alla linea stabilita da Fca e Uaw. E così Marchionne, dopo aver rivoluzionato i rapporti con le parti sociali in Italia, portando prima Fiat fuori da Confindustria e, quindi, convincendo i sindacati metalmeccanici - eccetto la Fiom - a sottoscrivere un contratto valido in tutti gli impianti del gruppo, con la garanzia che, chiusa la scalata a Chrysler, fossero avviati investimenti e nuovi prodotti. Senza l'intesa siglata da Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Quadri, probabilmente i programmi di sviluppo di Fca in Italia sarebbero stati spostati altrove.

Ora Marchionne tenta il colpo negli Stati Uniti, dove, a differenza nostra, dall'altra parte del tavolo c'è un solo sindacato. Ieri, sulla stampa Usa, qualcuno ironizzava che dopo Serena Williams, battuta da Roberta Vinci agli Us Open, è ora possibile che un altro italiano (Marchionne) vinca la partita con il Williams sicuramente molto più povero della omonima tennista. Anche negli Usa è tutta una questione di soldi: il divario tra il salario percepito dai più anziani che lavorano nelle fabbriche di Gm, Ford e Fca è eccessivo rispetto alla somma erogata agli assunti dopo il 2009: 28 dollari l'ora contro 17. Da risolvere, poi, c'è il problema dell'impennata delle spese sanitarie, che preoccupa i fondi come Veba, primo azionista di Gm. Già 4 anni fa, quando presidente di Uaw era Bob King, Marchionne aveva ipotizzato il meccanismo di un aumento graduale delle retribuzioni a beneficio dei neoassunti in modo che, negli anni, il salario di questi operai raggiungesse quello dei lavoratori a quel punto già in pensione. Potrebbe essere ancora questa, con gli eventuali aggiornamenti, la carta sulla quale Marchionne avrebbe puntato.

A dominare la scena a Francoforte è intanto Mary Barra, ad di Gm, che ha nuovamente mandato a dire a Marchionne che il gruppo, di sposare Fca, non ne ha proprio intenzione: «Abbiamo analizzato con molta cura il piano di Fca e lo abbiamo presentato ai nostri azionisti che sono d'accordo con noi, cioè che non è nel nostro interesse. Marchionne non ci ha più cercati. Gli azionisti credono nella nostra linea di indipendenza».

Sul braccio di ferro Fca-Gm ha parlato ieri in tv anche il premier Matteo Renzi: «Spero nell'acquisizione, anche se è molto difficile».

È il salario orario in dollari di un operaio dell' auto negli Stati Uniti. Agli assunti dal 2009 vanno 17 dollari