Coop più vicine alla cassa Unipol

La holding Finsoe verso lo scioglimento. Bologna, che pagherà meno tasse, converte le azioni di risparmio e le privilegio

Rebus Unipol. A tre anni dall'avvio dei preparativi per il matrimonio con Fonsai, il gruppo assicurativo bolognese vara un imponente piano di ristrutturazione, che parte dalla razionalizzazione dei titoli quotati in Borsa (da 5 categorie di azioni a 2) e arriva all'annuncio dello scioglimento della holding Finsoe (la finanziaria che raggruppa le cooperative azioniste del gruppo e che ha in mano il 50,7% del capitale ordinario di Unipol) per dar vita, al suo posto, a un patto di sindacato.

Iniziamo dalla tempistica. Il primo appuntamento in agenda è con le assemblee speciali di Unipolsai che, il 26 gennaio, decideranno sulla conversione dei due titoli di risparmio (100 a 1 per la classe A e alla pari per le B). Se la conversione sarà integrale Finsoe avrà in mano il 31,4% del gruppo (poco più del 44% se si considerano le quote di titoli privilegio detenute dalle coop al di fuori della finanziaria e che un domani potrebbero essere sindacate). Un mese dopo, il 25 e il 26 febbraio, si terranno le assemblee di Unipol per cui il rapporto di concambio dei titoli privilegio è stato stabilito alla pari.

L'ad Carlo Cimbri ha definito la proposta «più che congrua» sia sulla base dei «diritti» incorporati dalle azioni che del loro «andamento» borsistico, avvertendo che Unipol non farà alcun ulteriore sforzo: gli azionisti «speciali» che non accettano la conversione possono esercitare il recesso a 228,27 euro per le risparmio A, a 2,238 euro per le risparmio B e a 3,711 euro per le privilegio. Unipol ha messo a disposizione 30 milioni per le due categorie di risparmio e 100 milioni per le privilegio.

I dubbi sono concentrati sulle risparmio di classe A: «Ci aspettiamo - nota Intermonte - che la conversione non venga approvata dagli azionisti risparmio A», che proseguiranno con le cause legali in corso. Unipol non ha fornito dettagli, ma i risparmi in termini di costi, l'aumento del flottante e la percezione più chiara del titolo sono vantaggi che dovrebbero essere centrati con la conversione. Se il piano di conversione era atteso, anche in vista del miglioramento della qualità del capitale regolamentare (i titoli ordinari concorrono con pesi maggiori alla costituzione del patrimonio rispetto alle azioni privilegio e risparmio), la Borsa è rimasta perplessa dall'idea di cancellare Finsoe a vantaggio di un patto di sindacato.

Il processo di riorganizzazione sarà infatti ultimato a ridosso delle nuove (e più severe) normative sul capitale per i gruppi assicurativi (Solvency II) che dovrebbero entrare in vigore nel 2016. Quasi inevitabile, quindi, l'interrogativo se il piano preluderà a operazioni di governance o sul capitale.

La semplificazione della struttura societaria con lo scioglimento di Finsoe, permette comunque alle cooperative di sistemarsi più vicine alla generazione di cassa di Unipolsai. Con due benefici immediati: un vantaggio fiscale (sciogliendo Finsoe si cancella un passaggio e si elimina la tassazione al 27,5% del 5% degli utili incassati dalla finanziaria e su cui vi è stata una precedente e analoga tassazione in Unipol) e tempi più rapidi per la distribuzione dei dividendi ai soci ultimi. Le cooperative dovranno attendere la sola approvazione del bilancio Unipol, e non più anche quella di Finsoe. Certo, per rientrare delle spese sostenute per le nozze con l'ex gruppo Fondiaria Sai, la strada rimane ancora lunga. Ma magari si accorcerà di qualche mese la tempistica prevista dal mercato di un rientro pieno solo nel 2020 dei 500 milioni versati nel luglio del 2012 per rilevare il gruppo dei Ligresti. È indubbio che il piano, visto nella sua interezza, possa anche essere immaginato propedeutico alla rideterminazione degli assetti proprietari del secondo gruppo assicurativo italiano. Si va verso un patto di sindacato che potrebbe coinvolgere interlocutori diversi da quelli attuali oltre che un oggetto diverso rispetto a Finsoe.

In Piazza Affari intanto ieri l'andamento dei titoli è stato discordante: Unipol ha perso il 5,2% (a 3,9 euro), Unipolsai il 2,5% (a 2,24 euro), Unipolsai risparmio A il 12% a 212 euro, Unipol privilegiate ha guadagnato l'1,6% a 3,87 euro, Unipolsai risparmio B hanno chiuso invariate a 2,24 euro.