Crac banche venete, assistenza legale per l'accesso ai rimborsi

La Fabi (Federazione autonoma dei bancari italiani) ha sottoscritto una convenzione con una società incaricata di dare assistenza legale ai risparmiatori rimasti coinvolti nella liquidazione coatta di Veneto Banca e Popolare di Vicenza

Velocizzare e blindare le domande per i rimborsi ai titolari delle azioni e delle obbligazioni subordinate di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. È quanto prevede la convenzione che la Fabi (Federazione autonoma dei bancari italiani) di Vicenza ha sottoscritto con una società che si avvale di avvocati e di esperti legali che, con un piccolo contributo a copertura delle spese (inferiore alle tariffe di mercato), affiancherà i lavoratori/risparmiatori - rimasti coinvolti nella liquidazione coatta amministrativa dei due istituti di credito - nella difficile procedura di accesso all'indennizzo. L'iniziativa, la prima di questo genere, è rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori delle due banche iscritti alla Fabi, sull'intero territorio nazionale, e a tutti i loro familiari: si tratta, complessivamente, di circa 40 mila persone titolari di azioni o obbligazioni subordinate delle ex banche venete.

Tuttavia, l'intenzione della Fabi è di estendere il servizio di assistenza anche ai casi relativi alle altre banche (Popolare Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara).

Le modalità dell'assistenza legale

"Negli scandali bancari degli ultimi anni, le lavoratrici e i lavoratori bancari sono vittime come i clienti: hanno acquistato titoli che poi hanno perso di valore e, allo stesso tempo, erano di fatto costretti, dalle direzioni generali, a venderli anche ai risparmiatori" commenta il segretario nazionale della Fabi, Giuliano Xausa. Il team di esperti "ingaggiati" dalla Fabi assisteranno i risparmiatori truffati in tutte le fasi della procedura volta a ottenere il rimborso dal Fondo indennizzo risparmiatori (Fir) introdotto dall'ultima legge di bilancio.

L'assistenza, pensata per evitare errori e snellire i tempi, sarà̀ data sia per la procedura forfettaria e per quella non forfettaria: i risparmiatori saranno supportati passo passo, dalla predisposizione della documentazione necessaria fino alla gestione dell'istanza sulla piattaforma telematica creata dalla Consap (l'ente chiamato a gestire il Fir) e alla eventuale interlocuzione con la Commissione tecnica che valuterà̀ le domande.

La convenzione si estende anche a familiari e affini entro il secondo grado. Le domande andranno presentate entro 180 giorni a partire dalla data indicata con apposito decreto ministeriale (presumibilmente tale data coinciderà con quella di attivazione della piattaforma, che dovrà avvenire entro fine di luglio).

Entità dei rimborsi di azioni e obbligazioni

La legge di bilancio 2019 ha stanziato 1,5 miliardi di euro. Sarà possibile ottenere un rimborso pari al 30% del costo di acquisto delle azioni e pari al 95% delle obbligazioni subordinate con un tetto di 100.000 euro a persona. Le somme sono stabilite al netto di eventuali altre somme ricevute a titolo di transazioni con le banche o altre forme di ristoro. Per le obbligazioni invece si conteggerà̀ anche l'incasso come cedole in più rispetto alle cedole pagate dai titoli di Stato di pari durata.

La procedura forfettaria (quella più̀ veloce) è aperta per chi, nel 2018, ha avuto un reddito inferiore a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare (depositi e titoli) fino a 100.000 euro: occorrerà̀ fornire delle autocertificazioni e documenti per dimostrare l'acquisto o, ove previsto, essere l'erede di un risparmiatore "vittima" del dissesto della banca. Con la procedura non forfettaria, invece (rivolta a chi non ha i requisiti di reddito o patrimonio stabiliti dalla legge di bilancio), è indispensabile dimostrare che gli acquisti di titoli siano avvenuti con operazioni di collocamento per le quali ci sia stata, da parte della banca, almeno una delle cosiddette "violazioni massive" degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza (testo unico della finanza).