Il crac della Popolare di Vicenza? Ecco la lista dei cento debitori

Sul Corriere della Sera la lista dei cento debitori della banca del crac: costruttori, calciatori e imprenditori della moda. Poi quel link con Etruria

Un fondo per garantire il risarcimento dei risparmiatori colpiti dalla crisi delle banche venete. A prevederlo è un pacchetto di emendamenti bipartisan alla manovra presentato nei giorni scorsi dai senatori veneti. Dalla commissione Bilancio del Senato fanno sapere che sarà "alimentato da fonti bancarie e da un meccanismo collegato al collocamento degli Npl" (i crediti deteriorati conosciuti anche come prestiti non performanti o, in inglese, non performing loans). Una garanzia per quei risparmiatori che sono stati travolti dal fallimento di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Intanto, però, su quest'ultimo istituto emergono nuove inquietanti novità che lo legano al fallimento di Banca Etruria.

Lo scontro tra Bankitalia e Consob

La lunga giornata di lavori parlamentari, con due audizioni diverse ma "testimoniali", resta segnata da uno scontro duro, con un rimpallo di responsabilità che parte dalle accuse del dg di Consob, Angelo Apponi, e si concretizza nella replica del Capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo. L'Autorità di Piazza Verdi lamenta la carenza di informazioni da parte di Via Nazionale, considerate incomplete rispetto a quanto poi emerso successivamente, sia su Veneto Banca sia sulla Popolare di Vicenza. Bankitalia risponde sostenendo che le indicazioni fornite a Consob erano sufficienti per costituire un warning che avrebbe dovuto spingerla ad intervenire per i profili di competenza. "Il mio timore è che il sistema sia malato e le venete e le 4 risolte siano la punta dell'iceberg - commenta Renato Brunetta, vicepresidente della Commissione d'inchiesta sulle banche - il male non è isolato, basti pensare al veleno derivati e Mps è un'altra polveriera".

L'elenco dei cento debitori

Mentre infiamma la polemica, il Corriere della Sera pubblica l'elenco dei cento debitori più esposti con la Popolare di Vicenza. Un elenco fatto di segni meno che la dice lunga su come Gianni Zonin abbia gestito l'istituto e lo abbia gradualmente portato al fallimento con oltre 5 miliardi e mezzo di euro di "sofferenze" e più di 4 miliardi di euro di "inadempienze". "La Mariella Burani Fashion Group ha una sofferenza di 7 milioni e 600mila euro - si legge - ben più alta quella della Vimet, colosso nel campo della gioielleria, fallita pochi mesi fa, con oltre 43 milioni di euro". E ancora: la Champions Re, fondata dai campioni di calcio Vincenzo Iaquinta, Sebastian Giovinco, Nicola Amoruso e Matteo Guardalben, è sotto di 23,5 milioni di euro; Luca Parnasi, il costruttore che vorrebbe dar vita al nuovo stadio della Roma, deve 16,4 milioni; la Monte Mare Grado dell'ex presidente del Palermo Maurizio Zamparini è insolvente per 57,8 milioni di euro; la Nsfi srl ha una sofferenza da 62 milioni e 500mila euro; la Tirrenia ha una sofferenza di 16 milioni di euro; l'Hotel Dolomiti di Cortina è insolvente per 19 milioni; Sorgente Group ha una sofferenza di oltre 26 milioni di euro. "Il finanziamento è stato richiesto da Sorgente Group International Holding Ltd alla Bpv Finance International Plc di diritto irlandese al fine di sviluppare un progetto immobiliare all’estero - spiegano - ritardi nell’avvio dell’operazione immobiliare hanno indotto Sorgente Group Int. Holding ad impiegare le diponibilità in pronti contro termine su titoli BPV. Alla scadenza del termne - fanno sapere - la BPV Finance International ha disatteso gli impegni di riacquisto, motivo per il quale è in corso un contenzioso internazionale. Sorgente Group Int. Holding è parte lesa, in quanto la valutazione dei titoli della BPV è risultata successivamente artefatta e strumentale".

Il collegamento con Banca Etruria

Il crac della Popolare di Vicenza è stranamente collegato a un altro fallimento. Quello di Banca Etruria. Secondo l'inchiesta di Fiorenza Sarzanini pubblicata oggi dal Corriere della Sera, nell'elenco ci sono anche Etruria Investimenti con 7,2 milioni di sofferenze e la Sant'Angelo Outlet con 12 milioni di euro di inadempienze. Entrambe sono state peerquisite nel gennaio del 2016 perché hanno "ottenuto fidi in conflitto di interessi perché riconducibili all'ex presidente di Etruria Lorenzo Rosi e all'ex consigliere Luciano Nataloni". "A legare tutte queste aziende è la Castelnuovese, di cui Rosi è stato presidente fino a luglio 2014 - spiega la Sarzanini - è stato infatti accertato che proprio quella ditta ha costruito a Pescara l'outlet Città Sant'Angelo, destinatario di un ulteriore finanziamento".

La precisazione di Sorgente Group

Il Gruppo Sorgente precisa però che "il finanziamento di 25 milioni di euro è stato richiesto da Sorgente Group International Holding Ltd (soggetto distinto da Sorgente Group Spa e sottoposto alla Vigilanza inglese), non già alla BPV Italia, ma alla sua Partecipata BPV Finance International Plc di diritto irlandese, per sviluppare un importante progetto immobiliare all'estero" e che "ritardi nell'avvio del progetto immobiliare hanno indotto Sorgente Group International Holding Ltd ad impiegare temporaneamente le disponibilità in essere in un'operazione di pronti contro termine (PCT), effettuato su titoli BPV, tenuto conto dell'apparente solidità del Gruppo bancario italiano". Inoltre "alla scadenza del termine, la BPV Finance International Plc ha disatteso gli impegni di riacquisto, per cui non ha chiuso l'operazione PCT su titoli BPV e, conseguentemente, non ha riconosciuto le somme dovute a Sorgente International Holding Ltd". "Per tali motivi", aggiungono, "si è aperto un contenzioso internazionale, tra le parti estere, seguito dagli studi legali irlandese e inglese di Sorgente Group International Holding Ltd" e "pertanto, Sorgente Group International Holding Ltd è parte lesa, in quanto la valutazione dei titoli della Banca Popolare di Vicenza, successivamente, è risultata del tutto artefatta e strumentale e, certamente, non in grado di soddisfare gli impegni assunti dalla sua Partecipata estera".

Commenti
Ritratto di lurabo

lurabo

Mar, 14/11/2017 - 11:42

però in compenso se io non pago perché non ce la faccio 5 rate di mutuo per un importo di 3000 euro si prendono la mia casa....che schifo di paese............

Ritratto di Risorgere

Risorgere

Mar, 14/11/2017 - 11:51

Plotoni di esecuzione e lunghi viali pieni di lampioni da agghindare.

tonipier

Mar, 14/11/2017 - 12:01

"MENTRE QUESTI SI ARRICCHISCONO- I PICCOLI IMPRENDITORI CHIUDONO I BATTENTI- Non riescono ad avere un solo euro da queste bande....questo sistema dura da sempre... a cosa serve la "BanKitaglia?"

fifaus

Mar, 14/11/2017 - 12:54

lurabo: beh, a me telefonarono a casa per 5 euro di rosso..

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Mar, 14/11/2017 - 14:11

Ci piacerebbe sapere anche i debitori di Banca Etruria.!!!!

ToyFJ

Mar, 14/11/2017 - 15:25

Se l'economia va avanti così,.... lo sai quante ne falliranno ancora....

giac2

Mar, 14/11/2017 - 15:47

fifaus, è così. A me hanno chiamato per un rosso di meno di mille lire! Allora la domanda è: Come mai se esiste un controllo così capillare le banche non si accorgono quando si parla di cifre a sei o piu zeri? Allora chi è il colpevole? Sarà ovviamente il "barbone" che vive sotto i ponti. Non i bancari con le loro 16 mensilità (sono 16?) e le loro laute buonuscite milionarie per aver angariato i meno abbienti. No, gli altri sono i colpevoli.

colomparo

Mar, 14/11/2017 - 16:03

Tutti da mettere alla gogna, e pretendere con forza che la magistratura faccia il suo dovere !!

Giacinto49

Mar, 14/11/2017 - 16:32

Giac2 - Semplice, per le mille lire, o i cinque euro, interviene l'impiegato. Per i milioni interviene la politica!!

Euge

Mar, 14/11/2017 - 17:05

provate ad aprire un conto in banca, vi chiedono pure il numero delle scarpe dei trisavoli !! maaa è l'antiriciclaggio, la trasparenza ... allora la TRASPARENZA la pretendiamo pure noi: BANKITALIA appronti e mantenga un sito internet in cui siano elencati in tutti i dettagli, con date e importi ricevuti e non restituiti, i nomi di tutti coloro che non hanno restituito i prestiti ricevuti da MONTE PASCHI, BANCA ETRURIA, BANCA MARCHE, POPOLARE DI VICENZA ....... etc etc; per limitarne il numero basta conoscere i nomi di chi ha piantato chiodi da oltre 1'000 euro

onurb

Mar, 14/11/2017 - 17:21

colomparo 16:03. Speranza vana, se la morte di David Rossi è stata archiviata come suicidio.

Ritratto di scipione scalcagnato

scipione scalcagnato

Mar, 14/11/2017 - 17:28

I dirigenti che hanno concesso con superficialità o complicità i prestiti andrebbero messi sulla strada tanto quanto coloro che non sono stati in grado di restituirli. In realtà andrà a finire, come sempre, a vino e tarallucci e qualche furbastro riderà sulla gonzaggine dei risparmiatori.

dredd

Mar, 14/11/2017 - 17:43

Che schifo

honhil

Mar, 14/11/2017 - 18:20

E mentre alla procura di Roma si filosofeggia su mafia capitale… quello che viene fuori dalla lettura del pezzo (uno dei pochi che mette in fila nomi e cifre), ma è da lungo tempo che il buonsenso lo segnalava e l’uomo della strada lo predicava, sembrerebbe aprire la strada alla possibilità di un’inchiesta su mafia bancaria. Bisogna coraggiosamente aprire questo vaso di Pandora, per capire quanti sono stati i banchieri che rubavano ai poveri per foraggiare i ricchi amici e amaci degli amici.

blackbird

Mar, 14/11/2017 - 18:47

@ lurabo, fifaus, giac2: se devi restituire 5.000 euro è un tuo problema, se devi 5.000.000 è un problema della banca. Ed è così da sempre. Più che ovvio che i grandi debitori hanno ricevuto grandi finanziamenti dalle banche perché erano grandi amici di qualcun altro!

accanove

Mar, 14/11/2017 - 20:02

vi siete fidati? Ora non venite a piangere. Una vecchia regola che facevo sempre presente ai miei clienti quando operavo nel finanziario è questa: In una azienda bancaria i fornitori sono coloro che gli danno il denaro, i clienti coloro che lo ricevono, se una azienda va in crisi i primi a rimetterci sono i fornitori, i clienti....forse, si vedrà ,dipendentemente dalle condizioni economiche. Auguri! Sto ancora per ridendo per il grosso bidone che Zonin ha tirato indisturbato e protetto.

fenix1655

Mar, 14/11/2017 - 20:24

Incredibile paese! Se rubi poco sei spacciato! Se hai buoni amici nella politica puoi rubare a piene mani

nerinaneri

Mer, 15/11/2017 - 08:45

...zonin è un komunista...

lillo44

Mer, 15/11/2017 - 09:00

......se i nominativi riportati sono tuttora debitori non capisco come mai non rientrino dei finanziamenti ricevuti, visto che sono anche dei grossi personaggi!! Il Governo salva le Banche anche con i nostri soldi e questi Signori restano tranquilli e sereni dopo le bidonate che hanno dato??? E' solo vergognoso che accadono queste cose in Italia!!! Nessun controllo mentre i poveri correntisti piangono!!!